Imu: l’imposta si può dedurre dai redditi di impresa, lo conferma la Consulta

Imu: l'imposta si può dedurre dai redditi di impresa, lo conferma la Consulta

Novità importante sull’Imposta Municipale Unica proviene da una recente sentenza della Corte Costituzionale.

La normativa vigente secondo la quale sull’Imu graverebbe una indeducibilità rispetto a Irpef o Ires è irragionevole. Una affermazione forte e non siamo noi a dirlo, perché si tratta in estrema sintesi del contenuto di una sentenza della Corte Costituzionale. In pratica, la Consulta apre al fatto che l’Imu si può dedurre dai redditi di impresa. Ecco cosa hanno sancito gli ermellini della Suprema Corte Costituzionale.

La deducibilità dell’Imu

Quando si parla di deduzioni per quanto concerne i redditi, si parla di somme che vanno ad abbattere il reddito imponibile, operando alla fonte quindi e non sull’imposta come funziona per le detrazioni. Le deduzioni servono per ridurre la base imponibile su cui poi si va a calcolare l’imposta sul reddito.

“È incoerente e irragionevole la norma di legge che prevede l’indeducibilità dall’imponibile Ires e Irpef dell’imposta municipale che grava sugli immobili strumentali delle imprese”, questo ciò che hanno sancito gli ermellini della Consulta e che in pratica ribaltano il principio fin qui adottato e conosciuto.

La sentenza della Consulta

La sentenza della Corte Costituzionale è quella emanata lo scorso 4 dicembre. Si tratta della sentenza n° 262 che di fatto taccia di incostituzionalità la norma che negli ultimi anni prevedeva la deduzione solo in parte dell’Imu, quando dovuta sugli immobili strumentali per le imprese.

Si tratta di un appunto mosso sul decreto legislativo n° 23 del 2011, precisamente sul suo articolo n° 14 comma 1. Secondo gli ermellini questo articolo del decreto legislativo n° 23, viola gli articoli 3 e 53 della nostra costituzione. La sentenza della Corte Costituzionale nasce da una questione sollevata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano, che ha chiesto il parere alla Consulta circa i dubbi di incostituzionalità relativi a questa indeducibilità o deducibilità parziale dell’Imu da Ires o Irpef.

Come si legge sul quotidiano “Italia Oggi”, la pronuncia della Consulta riguarda nello specifico l’Ires.

“Una volta che il legislatore nella sua discrezionalità abbia identificato il presupposto nel possesso del reddito complessivo netto, scegliendo di privilegiare tra diverse opzioni quella della determinazione analitica del reddito, non può, senza rompere un vincolo di coerenza, rendere indeducibile un costo fiscale chiaramente e interamente inerente”, questo ciò che Luca Antonini, redattore della sentenza ha scritto. La pronuncia quindi riguarda sostanzialmente l’Ires, ma il redattore ha anche specificato che tale principio non può non ritenersi applicabile anche all’Irpef e sempre per quanto concerne il reddito di impresa.

Con la pronuncia adesso si elimina quella sorta di ingiustizia e imparzialità che la normativa prevedeva. Infatti la indeducibilità dell’Imu da Ire e Irpef di fatto andava a penalizzare gravemente le imprese che anziché portare avanti l’attività usando immobili in locazione, avevano deciso di investire sull’immobile stesso acquisendone la proprietà. Secondo gli ermellini “non è corretto che chi ha acquistato gli immobili debba sopportare un costo che il legislatore ha ritenuto indeducibile”.

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