Autore: G.M

Tasse

2
Ago

Imu e Tasi: ipotesi cancellazione della Tasi e F24 a casa già precompilato

In manovra interventi sulle imposte sugli immobili.

Altro che fondere Imu e Tasi e coniare una tassa unica che gravi sugli sviluppi mobili come era una volta la vecchia Ici. L’attuale governo sembra intenzionato a cancellarne addirittura una, la Tasi. Lo ha specificatamente detto il Vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, il leghista Alberto Gusmeroli.

L’operazione di abrogazione di una delle tasse più antipatiche agli italiani, una delle due che gravano sugli immobili, finirà nella manovra di Bilancio. Gusmeroli, anche se i tempi non sono ancora maturi per parlare di misure certe da manovra finanziaria, si dice pressoché certo di questa novità. Cosa accadrà adesso per le imposte sulle proprietà immobiliari? Vediamo che scenari di potrebbero aprire dal 2020, perché gli interventi in materia potrebbero essere molteplici.

Addio alla Tasi

Tasi è l’acronimo di tassa sui servizi indivisibili. Infatti è una tassa che grava sugli immobili dei contribuenti e riguarda i servizi comunali indivisibili. Si tratta di quei servizi appannaggio della intera collettività e che per natura non possono essere quantificati e suddivisi contribuente per contribuente. Questi servizi sono la manutenzione del verde pubblico e delle strade, la polizia locale, l’arredo urbano e l’illuminazione pubblica tanto per citare alcuni di questi servizi.

E questa sarà la tassa che stando alle parole di Gusmeroli, la prossima finanziaria potrebbe abolire. Eliminare la tassa per i comuni, che sono gli enti che maggiormente beneficiano del gettito derivante dalle imposte sugli immobili significa ridurre le risorse a loro disposizione che circoscritte alla Tasi servono agli enti per garantire i servizi prima citati. Il cittadino medio crede che quando si va ad intervenire in riduzione su una imposta o su un tributo, si nasconda un aumento di un altro.

I comuni potrebbero decidere di aumentare l’imposta gemella della Tasi, l’imposta municipale unica, l’Imu. Anche su questo Gusmeroli è stato molto chiaro e deciso. Ai comuni non verrà consentito di aumentare l’Imu dei contribuenti per recuperare ciò che inevitabilmente perderanno di Tasi.

L’evasione fiscale diffusissima su queste tasse

La cancellazione della Tasi va nell’indirizzo di eliminare imposte doppioni per i cittadini. Il governo quindi considera Imu e Tasi (la Tarsu o Tares o le altre imposte sui rifiuti sono differenti) due tasse fotocopia e starebbe per cancellarne una. Tra l’altro stando alle statistiche, Imu e Tasi sarebbero tra i balzelli più evasi dagli italiani. Su 20 miliardi di euro che rappresenta la cifra totale del gettito di questi due balzelli, 5 miliardi finirebbero nel calderone dell’evasione fiscale, cioè non verrebbero pagate. Delle due quella che vale di meno come gettito è la Tasi che fa incassare 1,1 dei 20 miliardi generali di incasso potenziale per i comuni.

Oltre ad eliminare la Tasi l’intervento di pulizia del governo sulle imposte che colpiscono i proprietà immobiliari andrà nella direzione di rendere più equo il prelievo salvaguardando con riduzioni di imposta alcune categorie di contribuenti. Potrebbero venire ridotte le tariffe o addirittura rendere esenti da imposizione i negozi sfitti, le case una volta di lusso che hanno perso oggi quella qualità e le case inagibili.

Nell’indirizzo della semplificazione invece potrebbe essere l’idea di mandare a casa dei contribuenti il bollettino di pagamento, cioè il modello F24. A casa del cittadino arriverebbe il modello già precompilato senza necessariamente diversi rivolgere a commercialisti e centri di assistenza fiscale per farsi fare il conteggio. In alternativa si potrebbe inserire l’Imu da pagare direttamente nel modello 730 per le dichiarazioni dei redditi.