Imu, aumenti in mezza Italia e probabile terza rata a febbraio

Imu, aumenti in mezza Italia e probabile terza rata a febbraio

Aumenta l’Imu per via della riforma dei tributi locali.

Una delle riforme giunte in porto è quella dei tributi locali. Poco nota ai più, questa riforma delle tasse che gli italiani pagano agli Enti Locali ha prodotto una prima sostanziale novità che riguarda la cancellazione della Tasi, la Tassa sui servizi indivisibili che era attiva insieme all"Imu dal 2014.

Proprio la riforma dell’Imu, comunemente detta Nuova Imu, ha fatto confluire la Tassa sui servizi indivisibili nell’Imposta Municipale Unica. Va ricordato che Imu e Tasi, insieme alla Tassa sui rifiuti compongono la IUC, l’imposta unica comunale.

Con la riforma e la nascita della nuova Imu, i Comuni, a cui l’imposta è dovuta, sono liberi di attuare dei ritocchi. E proprio per via di questa facoltà che adesso l’Imu aumenterà per molti contribuenti.

Dagli esoneri agli aumenti

Il governo per via dell’emergenza Covid e per le gravi ripercussioni economiche per bar, ristoranti e pubblici esercizi in genere, ha deciso di esonerare dal saldo Imu previsto per il 16 dicembre, molte attività. Un esonero che deve essere ancora ultimato e che potrebbe riguardare anche i gestori di locali detenuti in affitto.

Per le famiglie invece niente esonero e imposta dovuta sulle seconde case (le prime case e le pertinenze sono esenti da Imu, tranne che per quelle di lusso). Ma come dicevamo per il saldo in arrivo aumenti a gogò, come si evince da uno studio di Bluenext per il quotidiano «Il Sole 24 Ore».

Dove aumenta l’Imu

In base allo studio di cui tratta pure il sito di informazione legale «laleggepertutti.it», sarebbero 3.775 i Comuni italiani che hanno aumentato l’aliquota ordinaria Imu. E poi ci sarebbero 4.029 Comuni che hanno aumentato l’aliquota sulle prime case, Comuni dove naturalmente ci sono le case che vengono considerate in catasto come case di lusso. In pratica, aumenti in circa la metà dei Comuni italiani.

Aumento che i Comuni hanno deliberato autonomamente sfruttando il via libera del governo centrale. Aumento resosi necessario per questi enti dal momento che la cessazione della Tasi ha creato un buco economico per i Comuni, un buco che adesso molti di essi hanno voluto colmare con l’aumento dell’Imu.

Si apre ad una terza rata per l’Imu 2020

Tra l’altro i Comuni hanno dovuto fare i conti pure con il mancato gettito delle tasse posticipate e rimandate per l’emergenza Covid. E poi ci sono le proroghe alle consuete chiusure dei bilanci comunali degli enti. Bilanci preventivi e delibere sui tributi locali sono slittate a fine ottobre. Addirittura a novembre è slittata la canonica salvaguardia sugli equilibri di Bilancio. E poi c’è anche la proroga concessa dal governo, per la pubblicazione delle delibere relative all’Imu.

Le delibere che arrivano, in genere, prima della scadenza della rata a saldo dell’Imu per i contribuenti (16 dicembre), stavolta arriverà dopo. E questo lascia il campo ad una ipotesi particolare, quella cioè del pagamento di quello che poi andrà considerato «il saldo del saldo» l’anno venturo. La chiusura dell’Imu 2020 quindi, potrebbe chiamare alla cassa i contribuenti per una terza volta, probabilmente entro il 28 febbraio 2021, una rata a conguaglio.

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