Autore: Giacomo Mazzarella

7
Ago

Imperia: molti i furbetti del reddito di cittadinanza, denunciate 8 persone

Anche 3.500 percepiti da famiglie che non ne avevano diritto.

Intascano il reddito di cittadinanza ormai da mesi pur non avendone diritto perché il lavorano, pur se in nero, oppure perché hanno in famiglia parenti che hanno redditi ma dichiarano di vivere da soli. Nel lessico comune ormai questi soggetti si chiamano «furbetti del reddito di cittadinanza». Un autentico fenomeno nato con la nascita della misura di contrasto alla povertà del governo italiano guidati da Lega e Movimento 5 Stelle.

Proprio i grillini sono o più fermi sostenitori di questa misura che però, come era largamente ipotizzabile, ha allargato a macchia d’olio la ricerca di dribblare i veti ed i vincoli imposti dalla misura, che è un autentico vizio degli italiani. Per carità, nulla di clamoroso o di eccezionale, perché ripetiamo, era immaginabile, ma dal momento che molte persone «oneste» sono rimaste fuori dalla misura per i tanti paletti presenti nella normativa, ciò che fanno i furbetti fa sempre notizia.

Reddito di cittadinanza: furbetti in Liguria

Altra operazione degli organi di controllo e delle Forze dell’Ordine ed altri furbetti del reddito di cittadinanza stanati. Stavolta il raggio di azione di questi soggetti è la Liguria a Imperia. Una indagine in concorso tra i Carabinieri e il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Imperia ha portato alla denuncia di 8 individui. Persone che avevano percepiti diverse migliaia di euro di sussidio ma che erano lavoratori dipendenti in nero.

Si va da un soggetto che aveva incassato «solo» 800 euro di reddito di cittadinanza ad un altro la cui moglie aveva ricevuto ricariche di oltre 3.500 euro. Occorre ricordare infatti che il sussidio ormai è arrivato nel quarto mese di erogazione e pertanto le cifre incassate non sono più spiccioli. Adesso questi furbetti dovranno restituire i soldi indebitamente percepiti. Nel calderone dell’inchiesta anche i datori di lavoro che detenevano in nero i lavoratori.

Reddito di cittadinanza: chi sono i denunciati

Sono quattro datori di lavoro e quattro dipendenti i soggetti denunciati alle competenti autorità. I datori di lavoro che usavano manodopera non dichiarata ed i lavoratori che nonostante l’occupazione, fruivano della misura destinata ai disagiati.

Adesso tutti dovranno rispondere di violazione della normativa sul reddito di cittadinanza, truffa e tentata truffa ai danni dello Stato. Tre casi sui quattro fatti emergere riguardano il settore turistico e alberghiero, mentre un caso riguarda un lavoratore edile. Il primo è un caso che riguarda una donna di 60 anni che aveva intascato 840 euro del sussidio ma che è stata scoperta a lavorare in nero in una struttura alberghiera. Con la lavoratrice, segnalazione alle autorità competenti anche per il trentaduenne datore di lavoro.

Sempre in una struttura ricettiva e stessa tipologia di caso per un uomo di 45 anni, lavoratore sommerso con 2.425 euro di sussidio percepito e datrice di lavoro, italiana sessantaduenne, denunciata per uso di manodopera non regolarizzata. Aveva percepito 1.800 euro invece il marito di una ragazza di 27 anni che però pure se in nero lavorava. Il caso più grave riguarda il lavoratore in edilizia in nero la cui consorte aveva presentato domanda per il reddito di cittadinanza che gli era stato accolto e da cui aveva incassato la bellezza di 3.537 euro.