Autore: Stefano Calicchio

Agevolazioni fiscali - Crisi economica

Il turismo crolla per la crisi da Coronavirus: un italiano su due quest’anno non andrà in vacanza

Le gravi conseguenze dovute all’emergenza sanitaria colpiscono duramente il settore del turismo: quest’anno la metà degli italiani salterà le vacanze, con gravi ripercussioni per il settore.

Da Unioncamere arriva un nuovo allarme in merito alla tenuta del settore turistico, con un crollo degli italiani che nei mesi estivi non andrà in vacanza. Il dato è confrontato anno su anno e dà l’idea dell’impatto dell’emergenza sanitaria ed economica nel comparto. I dati indicano però che dei 24 milioni di persone che si sposteranno, solo il 4,8% andrà all’estere (il dato consolidato per l’anno precedente è stimato al 26%).

La ricerca di mercato commissionata dall’assemblea delle camere di commercio è stata condotta su un campione rappresentativo degli italiani nel mese di luglio 2020 e pone dubbi sull’efficacia del cosiddetto bonus vacanze, un incentivo pensato per sostenere la ripresa del settore turistico dopo il blocco del lockdown.

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Il crollo del turismo tra la crisi economica e il timore di una nuova emergenza sanitaria

Rispetto all’opportunità di beneficiare del bonus vacanze, la ricerca di mercato ha indicato che appena il 7,4% degli intervistati ne ha usufruito, mentre il 78,3% ha dichiarato di non pensare di utilizzarlo nelle prossime settimane. Gli indecisi si fermano invece al 14,3%. A pesare, oltre alla crisi economica, è anche l’estremo clima di incertezza dovuto a molteplici fattori.

Molti italiani temono infatti il possibile ritorno del Coronavirus e così limitano fortemente gli spostamenti, scegliendo delle vacanze di prossimità. I turisti restano all’interno della propria regione, oppure scelgono una destinazione tra quelle limitrofe. Tra le Regioni che sembrano poter reggere meglio l’impatto della crisi c’è la Sicilia, che stima addirittura un incremento dei visitatori (3 milioni di turisti contro i 2,7 del 2019). In fondo alla classifica c’è invece la Lombardia, che ha registrato un calo di 800mila presenze rispetto all’anno precedente.

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