Il sottosegretario leghista all’istruzione cita Dante, ma in realtà era Topolino

Il sottosegretario leghista all'istruzione cita Dante, ma in realtà era Topolino

Incredibile Gaffe del sottosegretario all’Istruzione del governo Draghi: cita un aforisma attribuendolo a Dante, ma è tratto da Topolino

Aveva pubblicato sul suo account un aforisma attribuendolo a Dante, e invece era tratta da Topolino. La gaffe del deputato della Lega Rossano Sasso, nominato di recente sottosegretario all’Istruzione nel governo guidato da Mario Draghi, ha fatto letteralmente impazzire il web.

L’esponente del Carroccio ha pubblicato una sua foto su Facebook accompagnandola a una citazione di «Dante Alighieri»: "Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto". Purtroppo per lui, quella frase non è mai stata pronunciata dal Sommo Poeta.

Si tratterebbe invece di un aforisma pescato dal web del quale spesso non viene riportata la fonte. Nel 1960 era stata utilizzata come titolo di una commedia di Totò. Un ventennio prima l’aveva utilizzata Benito Mussolini, citando però solamente la prima parte della frase.

"Chi si ferma è perduto" - la versione «mussoliniana» dell’aforisma - era saltato alle cronache già nel 2018, quando era stato pronunciato dal Segretario della Lega Matteo Salvini in diverse occasioni, come ad esempio durante la trasmissione DiMartedì condotta da Giovanni Floris. Anche in quel caso si cercò di scomodare Dante, per evitare la scomoda associazione con il Duce. Ne seguì una polemica accesissima che costrinse molti studiosi a smentire la falsa attribuzione col Sommo Poeta.

Sasso «tradito» dal Dante-Topolino

E allora cosa c’entra Dante con questo aforisma? E soprattutto qual è il collegamento con Topolino? L’associazione è davvero bizzarra: «Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto», in effetti, è una frase pronunciata da Dante...ma dal Dante-Topolino protagonista di un fumetto di circa settant’anni fa.

Il famoso topo vestì i panni del Sommo Poeta per una serie di album pubblicati tra il 1949 e il 1950 dal nome «L’Inferno di Topolino» (con testo di Guido Martina e disegni di Angelo Bioletto). L’aforisma in questione appare in una delle vignette, inciso su una stele di pietra. Dopo oltre mezzo secolo e l’avvento di internet, che ha notevolmente complicato le cose per quanto concerne le attribuzioni, la frase è finita con il venir erroneamente attribuita a Dante Alighieri, quello vero, che secondo alcuni siti web l’avrebbe utilizzata in un verso del canto XV. Ovviamente in nessuna versione della Divina Commedia è presente una traccia di questa frase.

La gaffe del nuovo sottosegretario all’Istruzione ha provocato l’ilarità del web, soprattutto perchè non ci si aspetta un errore del genere da parte di un professore.

Chi è Rossano Sasso? La caccia alle streghe del 2018

Sasso non è nuovo a uscite discutibili. Nel 2018, il deputato pugliese organizzò un flash mob tra i lidi di Castellaneta Marina, in provincia di Taranto, dopo l’arresto di un migrante marocchino di 31 anni accusato di aver violentato una 17enne. Sasso mosse una vera e propria caccia alle streghe nei confronti dei migranti con tanto di ronde. Cinque mesi dopo il tribunale di Taranto prosciolse Mohamed Chajar da tutte le accuse: non aveva commesso alcuna violenza.