Autore: Davide Luciani

11
Mar

Il regista Pino Flamini arrestato per abuso sessuale

Pino Flamini, regista romano, è stato arrestato oggi per abusi sessuali: le vittime accertate fin qui sarebbero cinque

Pino Flamini, sessantanovenne regista romano, è stato arrestato per abusi sessuali. E’ l’ennesimo scandalo a luci rosse che colpisce il cinema italiano. Stando a quanto emerso sono già cinque i casi accertati di attrici di cui l’uomo si sarebbe approfittato durante dei provini. Tre delle sue vittime erano minorenni al momento dei fatti. Gli episodi si sarebbero verificati tra il 2011 e il 2018 all’interno del piano seminterrato degli studi dell’Accademia di recitazione in zona Aurelia, di cui il regista e produttore artistico è presidente. L’uomo è attualmente rinchiuso ai domiciliari, dopo che il GIP di Roma aveva dato via libera a questa misura restrittiva.

A denunciare Flamini sarebbero stati i suoi collaboratori

A denunciare Flamini non sarebbe stata una delle vittime, ma due suoi collaboratori. Questi ultimi avrebbero fornito anche del materiale informatico a riguardo. I carabinieri del Nucleo San Pietro hanno anche recuperato file di hard disk cancellati. Questi, uniti alle testimonianze delle vittime, avrebbero fatto scattare le manette.

Pino Flamini è un volto noto a Roma. Presidente dell’associazione Amor, produttore e regista, editore e organizzatore di eventi presso la casa discografica «Kings», vanta diverse conoscenze negli ambienti della Capitale. Nelle ultime ore la sua pagina facebook è stata presa di mira dopo le notizie inerenti il suo arresto.
Stando a quanto stabilito dalle indagini il suo modus operandi era sempre lo stesso: a tutte le ragazze che andavano da lui, proponeva di girare la scena di uno stupro per un film in imminente uscita. I carabinieri non escludono che le vittime siano molto più delle cinque accertate.

Il caso Flamini è del tutto diverso da quello di Fausto Brizzi, l’altro regista romano finito due anni fa sotto l’occhio dei media per lo stesso reato. Nei confronti di Flamini le prove sono consistenti e solide, fornite dai suoi stessi collaboratori. Quelle verso Brizzi si rivelarono solo voci infondate e il giudice archiviò ben presto il caso. Rimane il fatto che qualcosa che non va nel mondo dorato del cinema italiano esiste, eccome.