Il nuovo presidente del Parlamento Europeo è David Sassoli

Candidato con i Socialisti e Democratici, David Sassoli è stato eletto presidente dell’Europarlamento al posto di Antonio Tajani.

Fiorentino, 63 anni; Sassoli si candida al Parlamento Europeo nel 2009 con il Partito Democratico e viene eletto con la cifra record di più di 400 mila preferenze. È stato giornalista del Tg1 per più di vent’anni per poi dedicarsi alla carriera istituzionale. Rieletto nel 2014 e nel maggio 2019 come Eurodeputato.
Sassoli si candidò nel 2012 a Sindaco di Roma, carica che poi assunse Ignazio Marino nel 2013. Come vice presidente, tuttavia, Sassoli ha già ricoperto l’incarico: in assenza di Tajani era lui che assumeva la carica.

Gli altri candidati alla presidenza

Alla prima tranche di votazioni Sassoli ha ottenuto 325 voti, 7 in meno di quelli necessari per ottenere la maggioranza assoluta. I suoi avversari erano la tedesca Ska Keller candidata con i Verdi, che ha racimolato 133 voti, il ceco Jan Zahradil, membro del gruppo Conservatori e Riformisti Europei (votato da Lega e Fratelli d’Italia), ottiene 162 preferenze, e la spagnola Sira Rego, candidata per la Sinistra Unitaria Europea che si ferma invece a 42 voti. Nessuna candidatura da parte del Partito Popolare Europeo. Le schede bianche o nulle sono state 73. Al secondo turno Sassoli ottiene la maggioranza e viene nominato presidente dell’Europarlamento al posto di Tajani, membro del Partito Popolare Europeo.

La posizione dei partiti italiani sulla nomina di Sassoli

Il leader della Lega Matteo Salvini manifesta disappunto per l’insediamento di Sassoli alla presidenza del Parlamento Europeo: “Un parlamentare del Pd, pensate un po’, un ex giornalista della Rai, magari con ancora il contratto della Rai, che fa il presidente del parlamento europeo per la sinistra, per il Pd. Bello, rispettoso degli taliani e degli europei che hanno votato. A presiedere il Parlamento uno di sinistra, magari anche coi voti di qualcuno del centrodestra, anzi sicuramente sì, visti i numeri. Ma della Lega no sicuramente”.
Di parere contrario è, naturalmente, il presidente del PD Nicola Zingaretti che twitta: “Vittoria! @DavidSassoli presidente del Parlamento Europeo. Un Italiano del @pdnetwork tra le massime figure delle istituzioni europee. Il Governo Italiano ha fatto danni e ci ha isolato. Il @pdnetwork c’è e conta, al servizio delle Istituzioni e del nostro Paese”.

Il programma del neo-presidente

“Niente è possibile senza gli uomini, niente dura senza le istituzioni”. Si esprime così David Sassoli prima della nomina, rivendicando l’importanza dell’Europa nel contesto geopolitico e sostenendo la necessità di intervenire più marcatamente nei settori di crisi, in primis l’immigrazione: “Signori del Consiglio Europeo, questo Parlamento crede che sia arrivato il momento di discutere la riforma del Regolamento di Dublino che quest’Aula, a stragrande maggioranza, ha proposto nella scorsa legislatura”.
La Convenzione di Dublino è un trattato internazionale entrato in vigore nel 1997 per regolare e definire lo spazio di libertà e sicurezza per i rifugiati ed i richiedenti asilo che entrano nel territorio europeo e per regolare i termini del diritto di asilo.Pertanto, negli ultimi anni, in concomitanza con l’avvento della crisi migratoria, è stato al centro di diverse critiche, tanto da arrivare a considerare un eventuale superamento della Convenzione che però, finora, non è stato implementato dai vertici UE.
Sassoli afferma che le crisi dell’UE potranno essere superate solo se l’Unione rimane compatta e solida sotto la spinta delle crescenti sfide imposte dalla globalizzazione e che il Parlamento Europeo giocherà un ruolo decisivo in queste vicende.