Il monito di Galli: «Il virus si muove, in estate non saremo liberi da restrizioni»

Il monito di Galli: «Il virus si muove, in estate non saremo liberi da restrizioni»

In un’intervista Massimo Galli ha parlato dell’evoluzione del virus e di quello che ci possiamo aspettare nei prossimi mesi.

Natale è passato, Capodanno pure e l’Epifania che tutte le feste porta via arriverà tra poche ore. Nelle feste natalizie più sobrie degli ultimi 70 anni pochi italiani si sono spostati, sia per paura del virus che per effetto delle restrizioni imposte dal decreto legge.

Galli mette tutti sull’attenti

I movimenti limitati avranno un effetto negativo sulla curva del contagio? L’infettivologo Massimo Galli è tutt’altro che ottimista, tanto che parla di una situazione “non tranquilla”.

In generale, secondo il docente: “I dati di questi giorni non devono allarmarci perché risentono delle feste e sono meno attendibili. C’è qualche elemento di preoccupazione e siamo ancora lontani da quella che possiamo definire una situazione tranquilla”.

Galli punta il dito contro i movimenti – seppur limitati – del periodo precedente al Natale: “Possiamo chiamarlo shopping natalizio o in qualsiasi altro modo ma l’unica certezza è che se le persone si muovono aumentano il rischio. Se la gente si muove, il virus si muove con loro”.

Il futuro e i vaccini

Il professore fa qualche previsione per il futuro: “Dubito che per l’estate saremo liberi dalle restrizioni”. Qualche parola sugli altri paesi: “In Inghilterra c’è stata una forte ripresa dell’epidemia. Potrebbe accadere anche noi. Il trend è tutt’altro che rassicurante”.

Appare pressoché certo che dal 7 gennaio in poi l’Italia tornerà ad essere divisa nelle tre fasce di rischio: gialla, arancione e rossa.

Il professor Galli è uno dei tanti studiosi che non ne è affascinato: “Non mi hanno mai convinto, anche per il loro essere oggetto di trattativa al ribasso. Non è quello di cui abbiamo bisogno. Quello che realmente conta è una campagna vaccinale estesa e massiccia e se l’epidemia dovesse divenire acuta, potrebbe ostacolarla”.

Proprio sul vaccino, da buono scienziato, Galli non si sbilancia e usa parecchia cautela: “Non esistono precedenti che possano fare da modello. Qualche difficoltà dobbiamo aspettarcela”.

In Inghilterra si è deciso di somministrare la seconda dose tre mesi dopo la prima, al posto di tre settimane, per far sì che aumenti il numero di cittadini che abbia ricevuto almeno una dose. “Questo metodo può andare benissimo, e in tal caso loro avranno vinto un terno a lotto. Ma c’è anche il rischio che alcune persone a cui non era bastata la prima dose si reinfettino”.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, Pregliasco: «servono misure ancora più stringenti con l’arrivo del freddo»