Autore: B.A

18
Feb

Il governo barcolla? Adesso governo di scopo o governo tecnico?

Le fibrillazioni dell’esecutivo Conte aprono a possibili scenari futuri, tra elezioni e governo tecnico.

Che ci siano agitazioni in seno al governo Conte bis non è un mistero. Le forze che compongono la maggioranza, su molti punti del programma di governo non sono sulla stessa linea. Già Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, cioè le due forze maggiormente rappresentate nella maggioranza, sono due partiti distanti su molti punti. A questo va aggiunto il continuo polemizzare di Matteo Renzi e del suo gruppo di italia Viva. L’apice delle polemiche in maggioranza è stato senza dubbio la modifica della prescrizione, dove Renzi ha fatto la voce grossa, minacciando di andare contro l’esecutivo.

L’aria di crisi c’è tutta, anche se non siamo ancora arrivati ad uno scontro tale da far vacillare il governo. Resta però in piedi il fatto che con tutte le fibrillazioni che ci sono, ipotizzare che si rischi qualcosa dal punto di vista della stabilità dell’esecutivo non sia esercizio azzardato. E così che avanzano due ipotesi in caso di crisi del governo Conte bis. La prima è un governo tecnico, una specie di rivisitazione del governo Monti. La seconda invece è un governo di scopo, con l’obbiettivo di riportare il Paese alle urne prima possibile.

Le ultime tensioni e l’attività di governo paralizzata

Domenica il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è recato al Quirinale per un consulto con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ieri sera invece, la maggioranza riunita, non è riuscita a trovare una sintesi o una linea comune sulle modifiche ai due decreti sicurezza tanto contestati di Matteo Salvini quando era Ministro dell’Interno. Il Premier Conte da tempo parla di un programma di governo su lunga scala, che dovrebbe essere messo in atto nell’arco dell’intera legislatura. In pratica, Conte punta a riforme e provvedimenti da attuare entro il 2023.

Ma è un programma piuttosto ambizioso viste le querelle in seno alla maggioranza di governo. Come dimostra il nulla di fatto di ieri sui decreti sicurezza, l’attività di governo tra ripicche, contestazioni, minacce e scontri interni alla maggioranza, rischia seriamente di paralizzarsi. Lo stesso Conte nelle ultime ore ha mostrato per la prima volta meno sicurezza del solito circa gli scenari futuri, sottolineando come non si possa continuare così, tra litigi e polemiche.

Cosa accade adesso?

La maggioranza ha paura del voto, perché ha paura di consegnare il Paese a Salvini, questo ciò che è apparso evidente nel momento in cui è nato lo strano esecutivo composto da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Questa posizione sta via via perdendo imponenza, perché pare che pur di non continuare in questo modo, adesso anche in seno alla maggioranza non vedrebbe le elezioni in modo così negativo.

Non tanto per le potenzialità di vittoria, visto che i sondaggi danno ancora nettamente avanti nei consensi, il Centrodestra. piuttosto l’idea è quella che se si andasse al voto anticipato, chi perderebbe sicuramente sarebbe Matteo Renzi e il suo Italia Viva. Adesso Renzi ed i suoi, come già si sapeva, hanno il coltello dalla parte del manico, perché specie in Senato, la maggioranza ha i numeri solo grazie ai senatori renziani. In nuove elezioni, non è detto che Italia Viva, piuttosto bassa nei sondaggi, resti ancora così forte in parlamento.

Una soluzione che sembra far storcere il naso a tutti e che probabilmente Mattarella non accetterebbe è un nuovo ribaltone di governo, con Forza Italia e Gruppo Misto nel governo al posto di Italia Viva, a sua volta spostata alla opposizione. Ed ecco che allora le vie sono sostanzialmente due. La prima è un governo Tecnico, anche se dopo l’esperienza del governo Monti/Fornero, la popolazione italiana non capirebbe molto questa scelta.

Infine c’è quella dell’esecutivo di scopo, che traghetti l’Italia alle elezioni. In questo caso pare che pure Fratelli d’Italia e Lega sarebbero disposti ad appoggiarlo, purché si torni subito al voto, il prima possibile. E le ipotetiche nuove elezioni potrebbero arrivare non prima di settembre, perché i tempi tecnici non permettono anticipi. Ecco perché sarebbe necessario varare un esecutivo ponte, per il governo temporaneo fino a nuove elezioni.