Autore: B.A

Crisi economica

21
Mag

Il contributo a fondo perduto lavoratori autonomi, ecco tutti i paletti

Indennizzo a fondo perduto per i lavoratori autonomi confermato dal decreto rilancio, ma i vincoli sono tantissimi.

Il decreto Rilancio ha confermato il tanto atteso aiuto a fondo perduto per le aziende e per i lavoratori autonomi fino a 5 milioni di fatturato 2019. Si tratta di una delle misure più attese del decreto Rilancio, la risposta del governo alle richieste dei lavoratori autonomi che, per via della grave crisi economica per il coronavirus, hanno bisogno di sostegno.

Non poteva bastare il bonus da 600 euro, unico aiuto fin qui ricevuto in oltre 2 mesi di lockdown. E non può certo bastare la conferma di questo bonus, anche per il decreto Rilancio. Serviva immettere liquidità nel tessuto produttivo e così il governo ha deciso di destinare aiuti a fondo perduto a coloro che hanno subito ingenti perdite di ricavi, parametrando l’aiuto alla differenza di fatturato e corrispettivi tra aprile 2019 ed aprile 2020.

La misura è ufficiale, essendo il decreto Rilancio approdato in Gazzetta Ufficiale. Adesso però è il momento di capire se il contribuente può o meno rientrare nella misura, in quello che per esempio, il quotidiano Italia Oggi chiama “percorso a ostacoli”.

Contributo a fondo perduto autonomi, come funziona

Il contributo a fondo perduto può attendere, questo ciò che si legge in un articolo di approfondimento del quotidiano Italia Oggi. Sono numerosi infatti i paletti previsti dalla disposizione normativa relativa a questo indennizzo a fondo perduto varato dal governo. Per il momento il modello o la procedura di richiesta non esistono ancora. L’unica cosa chiara è che dovrebbe occuparsene l’Agenzia delle Entrate che sul suo portale ufficiale metterà a punto la relativa macchina operativa per la presentazione, la ricezione ed il pagamento delle domande ai beneficiari.

Bisogna quindi attendere il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate che, in base al canonico funzionamento della stessa, è assai probabile che inserisca nuovi paletti e adempimenti oltre a quelli già previsti dal decreto Rilancio. Come dicevamo, il bonus a fondo perduto sarà parametrato sugli ultimi fatturati e corrispettivi degli ultimi due mesi di aprile trascorsi, quello 2019 e quello 2020.

Per chi ha fatturati fino a 400.000 euro, si potrà ottenere un contributo a fondo perduto dato dalla differenza tra fatturati o corrispettivi 2019 e fatturati o corrispettivi 2020. Tale percentuale è pari al 20% di questa differenza, che scende al 15% per chi ha ricavi 2019 sopra 400.000 e fino ad un milione di euro, ed al 10% per chi ha ricavi sopra il milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

Bisogna prepararsi alle domande

Sicuramente sarà necessario dotarsi di un certo numero di documenti indispensabili per produrre istanza e per la verifica dei requisiti di accesso e per la determinazione del contributo spettante. Durante l’iter approvativo del decreto Rilancio, la misura ha avuto alcune modifiche, prima tra tutte quella che di fatto presenta una esclusione generalizzata per tutti i lavoratori dipendenti e per i professionisti iscritti agli enti di diritto privato previdenza obbligatoria, cioè i professionisti iscritti agli ordini.

Occorre controllare se si rientra nei limiti di ricavi annui e se la perdita in termini di ricavi ha superato il 33%. Occorre quindi recuperare la documentazione che certifica la posizione fiscale e previdenziale del contribuente, a partire dal certificato di attribuzione della partita iva, dalle visure camerali e così via. Serve naturalmente controllare la dichiarazione dei redditi 2019, quella che non è stata ancora fatta perché in questi giorni è ufficialmente partita la campagna redditi 2020.