Autore: B.A

10
Mag

Il Tar da ragione al Governo contro la Calabria, ecco le reazioni

Soddisfazione del governo per la pronuncia del Tar, ma dalla Calabria si accusa il governo di discriminare le Regioni in base al loro governatore.

Ci sono Regioni amiche del governo che vengono tutelate e regioni nemiche che vengono chiuse, queste le prime reazioni che dalla Calabria emergono sulla sentenza del Tar che blocca l’ordinanza Santelli. Parliamo uno dei casi politici più discussi delle ultime giornate, cioè l’ordinanza del governatore della Regione Calabria, che decise di riaprire bar e ristoranti nella Regione.

Una ordinanza in netta contrapposizione con l’ultimo Dpcm del governo che ha deciso di posticipare al 1° giugno le riaperture di bar, ristoranti e attività simili e di consentire solo le vendite da asporto dal 4 maggio scorso. Jole Santelli, governatrice della Regione Calabria invece, decise di riaprire bar e ristoranti, sempre in sicurezza e solo per chi aveva la possibilità di fare servizio all’aperto.

Il governo ha prodotto prima una ammonizione verso quella ordinanza e poi ha prodotto ricorso al Tar. Ed i giudici hanno dato ragione al governo, cessando di fatto l’ordinanza della Santelli. E adesso cosa succede? Secondo ciò che dicono i legali della Calabria, quelli utilizzati per difendersi dal ricorso del governo, nulla cambierà. E le reazioni da parte dell’Ente Regionale calabrese sono state dure e piccate.

Il governo fa figli e figliastri

“Il Governo chiude la Calabria ma salvaguarda le Regioni amiche”, così Gianluca Gallo, assessore Regionale della Calabria, ha commentato quanto sta succedendo in queste ore in Calabria. “Prendiamo atto della pronuncia del tribunale amministrativo, ma l’esecutivo Conte è contraddittorio”, questo in sintesi il pensiero di Gallo che sottolinea tutte le contraddizioni di un Governo che chiude la Calabria ma salvaguarda quelle che lo stesso Gallo chiama Regioni amiche.

Gianluca Gallo è l’assessore regionale all’agricoltura e dichiara di essere deluso dal fatto che il governo e adesso anche i giudici, abbiano deciso di punire così i cittadini della sua Regione, perché di fatto viene impugnata una parte dell’ordinanza, relativa alle riaperture di attività che sono molto importanti per l’economia del posto.

“Un comma finalizzato a ridare ossigeno ad un’economia strozzata dalla crisi sanitaria è stato trasformato in materia di duello istituzionale da un Governo che nel mentre si appresta a riaprire, da qui a qualche giorno, le stesse attività di cui ha ottenuto oggi la chiusura in Calabria, si muove con passo diverso nei riguardi di Regioni che hanno autorizzato attività ben più invasive”, queste le parole di Gallo che fa riferimento al fatto che per esempio, in Puglia, qualche giorno fa, fu emanata un’ordinanza per consentire, la riapertura di estetisti e parrucchieri.

Una ordinanza quella pugliese che secondo Gallo è sacrosanta, come lo era quella della Santelli. E sull’ordinanza del governatore della Puglia, Michele Emiliano (del PD), Gallo ha le idee chiare, perché sottolinea come “Non una parola l’esecutivo ha ritenuto di dover spendere al riguardo, a dimostrazione di una differenza di trattamento che spiega tante cose”. Secondo la Regione Calabria, l’ordinanza Santelli ha aperto il processo delle riaperture, perché entro pochi giorni (il governo pare abbia in mente di aprire su base regionale dal 18 maggio), l’esecutivo copierà l’ordinanza in molte altre Regioni.

Molti sindaci calabresi esultano

Oltre che il governo, anche molti sindaci calabresi, quelli contrari all’ordinanza della Santelli, hanno esultato per questa sentenza che di fatto da ragione a Palazzo Chigi. “Dispiace constatare che il centrosinistra calabrese, invece di sostenere questo percorso o quantomeno di sollecitare il Governo al mantenimento degli impegni assunti con lavoratori e cittadini, strumentalizzi la sentenza ergendosi a paladini di etica, legalità e ed epidemiologia, con disciplina di partito al fianco di coloro i quali dopo aver dichiarato a Roma l’emergenza sanitaria il 31 Gennaio, a fine Febbraio correvano a bere aperitivi in Lombardia a favore di telecamera, al grido di, Milano non si ferma”. Oggi festeggiano per aver chiuso la Calabria, invece di aiutarla a ripartire”, così Gallo critica anche la posizione delle opposizioni in terra calabrese.