Autore: Dario Marchetti

Donald Trump - Italia

18
Gen

I dazi di Trump fanno crollare il Made in Italy

La denuncia della Coldiretti conferma quello che si temeva e pone seri dubbi sulla politica estera tricolore

Come era facilmente prevedibile, i dazi imposti da Donald Trump in risposta agli aiuti di Stati forniti da Francia e Germania al consorzio Airbus si sono riverberati in maniera molto pesante sul Made in Italy. Dopo la loro imposizione, infatti, i prodotti dell’agroalimentare tricolore hanno fatto registrare una contrazione superiore al 10% negli Stati Uniti.

Il dato è stato rivelato da Coldiretti e rappresenta una drastica inversione di tendenza nei confronti dei dieci mesi precedenti, nel corso dei quali le esportazioni italiane erano cresciute in media dell’11,3%. Una situazione che potrebbe però mutare addirittura in peggio.

Dazi: Circa mezzo miliardo di perdite

Tradotto in soldoni, la contrazione delle esportazioni agroalimentari negli States è costata circa mezzo miliardo di euro ai produttori italiani. Entrati in vigore il 18 ottobre 2019, i dazi aggiuntivi del 25% potrebbero peraltro essere aumentati una volta ultimata la procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del Commercio (Ustr) degli Usa.

A spingere in tal senso è proprio Donald Trump, ormai entrato in una fase sempre più aggressiva della sua politica estera con l’approssimarsi della campagna per le presidenziali.
I prodotti più colpiti da questo provvedimento sono il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il Gorgonzola, l’Asiago, la Fontina e il Provolone.

Cui vanno ad aggiungersi anche molluschi, crostacei, salami, mortadelle, agrumi, succhi di frutta e liquori. Sempre secondo Coldiretti, la nuova lista nera potrebbe andare a colpire addirittura i 2/3 del valore dell’export del Made in Italy agroalimentare negli Stati Uniti, pari al 4,5 miliardi. A rischio soprattutto il vino, quasi 1,5 miliardi di euro di esportazioni, in aumento del 5% nel corso del 2019 e l’olio d’oliva, che nel corso dei dodici mesi trascorsi ha fatto registrare 436 milioni di vendite.

Dazi USA: Cosa potrebbe accadere

L’intenzione del governo statunitense è di colpire i prodotti Made in Italy con dazi del 100%. Per effetto di questo provvedimento una bottiglia di vino attualmente venduta a 10 dollari verrebbe a costarne 15, diventando ovviamente meno competitiva sul mercato. Una vera e propria enormità, tale da destare le perplessità della stessa organizzazione sulla politica estera italiana.

E’ stato Ettore Prandini, il presidente della Coldiretti, a mettere in rilievo questo aspetto. Proprio lui ha ricordato come l’Unione Europea abbia appoggiato gli Stati Uniti per le sanzioni alla Russia, provocando la ritorsione di Mosca, sotto forma di embargo totale su molti prodotti agroalimentari, a partire dai formaggi.

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Una guerra che è costata ai produttori italiani oltre un miliardo in cinque anni, con la chiusura di migliaia di aziende che dipendevano proprio dal mercato russo. Suona quindi paradossale che il nostro Paese venga a trovarsi sotto attacco da parte di un Paese che si proclama alleato. Sino a pretendere dall’Italia l’aumento delle spese militari previste dal trattato che ha istituito la NATO.

I danni all’export italiano quantificati da Istat

Per effetto di quanto sta accadendo, nel mese di novembre 2019, il primo successivo all’apposizione dei dazi di Trump, il Made in Italy ha fatto registrare il peggior dato dal 2011 sulle esportazioni. Il calo complessivo dell’export è del 4,2%, che va addebitato quasi esclusivamente alla diminuzione delle vendite nei paesi Extra Ue ed in particolare proprio a quanto accaduto negli Stati Uniti, principale mercato di sbocco del Made in Italy fuori dai confini comunitari. Un dato su cui il governo italiano dovrebbe iniziare a riflettere, per rimodulare la propria politica estera.