Autore: B.A

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Mag

Governo: braccio di ferro M5S-PD su decreto Maggio, i Renziani più vicini al PD

Durante la riunione dei capi delegazione, sul nuovo decreto è scontro tra forze di maggioranza.

Il decreto maggio sta per essere ultimato, tanto è vero che dopo la bozza, ieri c’è stato l’appuntamento con la riunione del Premier Conte con i capi delegazione delle varie forze di maggioranza. Una riunione fiume, visto che è stata ultimata solo a tarda notte. Probabilmente le posizioni all’interno della maggioranza non sono unanimi circa i provvedimenti da adottare.

Per questo si è fato tardi e per questo oggi la stampa italiana ha riportato una certa distanza tra le forze di maggioranza soprattutto sul reddito di emergenza, la nuova misura assistenziale che il governo dovrebbe varare in quello che fino a 3 giorni fa si chiamava decreto aprile. Nemmeno a dirlo, è il Movimento 5 Stelle a spingere verso questa misura che dovrebbe aiutare le persone rimaste tagliate fuori dal decreto Cura Italia. Vediamo l’oggetto del contendere e cosa è successo nella conferenza dei capi delegazione.

Proroga cassa integrazione

Oggi tra le altre cose, è emersa una notizia, che il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo ha smentito, circa un errore di calcolo che starebbe alla base dei ritardi nella erogazione della cassa integrazione ai lavoratori. Nel nuovo decreto comunque, l’ammortizzatore sociale dovrebbe essere prolungato. Infatti proprio nel summit di ieri, si è deciso di portare da 13 a 14 miliardi la dotazione finanziaria per prolungare ad ottobre il provvedimento. Un aumento di un miliardo che sembra essere dovuto proprio alle indiscrezioni circa questo errore del governo.

I capi-delegazione dei partiti di maggioranza ieri hanno limato il provvedimento e sembra si sia scatenato un autentico braccio di ferro tra Pd e M5S, e tra Italia Viva e Movimento 5 Stelle. Tra i due maggiori azionisti del governo, cioè tra Pd e M5S, è nata una diatriba riguardo alle cifre sulle coperture necessarie alla proroga della Cassa integrazione. Proprio questo ha portato il tetto del provvedimento da 13 a 14 miliardi. La proroga della Cig è programmata fino alla fine di ottobre.

Il vero scontro sul reddito di emergenza

In base alle indiscrezioni che trapelano, la distanza maggiore tra Pd e M5S è quella registrata sulla nuova misura che dovrebbe nascere, il reddito di emergenza. Una misura che assomiglia tanto al reddito di cittadinanza, perché prettamente assistenziale e perché aperta davvero a tutti, anche a lavoratori in nero. Sul reddito di cittadinanza il Pd, ma anche Leu e Italia Viva, gli altri partiti di maggioranza con il M5S, sono da sempre critici. E così il Pd non ha nascosto qualche critica pure al reddito di emergenza.

«Non vorremmo che passi il principio per cui è più vantaggioso farsi assistere che lavorare», questo ciò che ha ribadito ieri Dario Franceschini, capo-delegazione del PD. Il Partito Democratico parla di equità, perché un lavoratore part time o intermittente in cassa integrazione, così come il precettore della Naspi rischia di prendere meno di chi percepirà il reddito di emergenza. Inoltre, il Rem conterrebbe la stessa distorsione nei criteri di equivalenza del Rdc, risultando più vantaggioso per i single che per le famiglie con figli.