Governo Draghi, malumori nel M5S? Chiesta nuova consultazione su Rousseau

Governo Draghi, malumori nel M5S? Chiesta nuova consultazione su Rousseau

La senatrice Barbara Lezzi ha inviato una lettera ai vertici del M5s sottolineando la necessità di una nuova consultazione, spiegando il perché l’alternativa è votare No al governo.

Il giuramento del governo Draghi potrebbe non aver scritto la parola fine sui dibattiti legati al sostegno. Almeno non all’interno del Movimento 5 Stelle. Da più parti si segnalano indiscrezioni rispetto a malumori legati ad un ruolo all’interno del governo che non è pari alla rilevanza parlamentare del gruppo di senatori e deputati più numeroso.

E adesso c’è anche un nuovo elemento che emerge dalla posizione espressa dalla senatrice Barbara Lezzi che chiede una nuova consultazione. Il punto messo in rilievo è l’assenza del super ministero che, in qualche modo, avrebbe dovuto rappresentare una sorta di ibrido tra i dicasteri dello «Sviluppo Economico» e quello «dell’Ambiente».

Governo Draghi, la posizione del M5S

Partendo da più lontano, prima di arrivare alla questione diversa legata a quanto espresso da Barbara Lezzi, ci si può soffermare su alcuni dati del nuovo governo. Nella squadra di Draghi i grillini possono avvalersi della pattuglia di ministri più ampia.

C’è Di Maio agli Esteri, D’Incà ai Rapporti con il Parlamento, Patuanelli all’Agricoltura e Dadone alle Politiche giovanili. Ogni dicastero è rilevante, non è un mistero che alcuni siano più cruciali di altri rispetto alla definizione delle linee strategiche.

E se è vero che le caselle più importanti nella gestione del Recovery Fund sono andate ai tecnici, c’è la sensazione che tra il Movimento 5 Stelle e le altre forze politiche non ci sia lo squilibrio intergovernativo che c’è, invece, numericamente a livello parlamentare.

M5S, il post di Barbara Lezzi

Al di là, però, di quelle che possono essere le ricostruzioni, talvolta artificiose, degli stati d’animo, iniziano ad arrivare anche attestazioni concrete del fatto che non tutto stia filando liscio in vista del voto alla fiducia.

Barbara Lezzi, senatrice grillina, ha annunciato sul suo profilo Facebook di aver inviato una lettera al capo politico, al Comitato di garanzia e al Garante del Movimento 5 Stelle. L’obiettivo è stato «segnalare che la previsione del quesito posta nella consultazione dell’11 febbraio 2021 non ha trovato riscontro nella formazione del nuovo Governo».

«Non c’è - ha scritto - il super-ministero che avrebbe dovuto prevedere la fusione tra il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero dell’Ambiente oggetto del quesito».

«Chiediamo - ha proseguito - che venga immediatamente indetta nuova consultazione con un quesito in cui sia chiara l’effettiva portata del ministero e che riporti la composizione del Governo».

E c’è un passaggio chiaro: «E’ evidente che, in assenza di riscontro, al fine di rispettare la maggioranza degli iscritti che hanno espresso altra indicazione, il voto alla fiducia deve essere NO».

Governo Draghi, la posizione di Barbara Lezzi non pare essere unica

Particolare da non trascurare è che nel post di Barbara Lezzi è presente il riferimento al fatto che l’azione è stata fatta «insieme ad alcuni colleghi». Segno che la posizione della senatrice potrebbe riguardare diversi esponenti del Movimento 5 Stelle.

Nel contenuto della lettera inviata, pubblicato anch’esso, si può leggere comunque quello che è il modus operandi suggerito, affinché un’eventuale nuova consultazione su Rousseau possa portare al voto alla fiducia.

«Per modificare - è stato scritto - l’orientamento di voto, è necessaria nuova consultazione ed il quesito non dovrà più prevedere il super-ministero ma l’opzione n. 2 delle proposte di Beppe Grillo e dovrà indicare il perimetro della maggioranza, ormai noto, che consiste nella presenza di Lega, Forza Italia, Partito Democratico, LEU, Italia Via e Movimento 5 Stelle». Si attendono sviluppi.

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