Governo Draghi: la Lega alla consultazioni: nessun veto dal carroccio

Governo Draghi: la Lega alla consultazioni: nessun veto dal carroccio

La delegazione della Lega ha incontrato il Premier incaricato Draghi per il primo giro di consultazioni e non ha fatto muro come la Meloni e Fdi ieri.

Anche la Lega ha aperto al Premier Draghi, o almeno questo è ciò che emerge dalle consultazioni che oggi hanno terminato il primo giro. Niente condizioni o veti è questa la linea intrapresa dalla Lega, che però ha messo i suoi punti programmatici come priorità del nuovo esecutivo. È stato il leader leghista Salvini a spiegare cosa è successo oggi nell’incontro che Draghi ha riservato alla Lega.

Incontro Salvini-Draghi: pace fiscale e stop tasse

«Noi non poniamo condizioni. Altri lo fanno, noi nessuna condizione né su persone né sulle idee. Il bene del paese deve superare interesse personale e partitico», così si è espresso Salvini a margine dell’incontro con il Premier Draghi, o meglio, con colui che è stato incaricato dal Capo dello Stato Mattarella di trovare una condizione tale da garantire il proseguo della legislatura.

Una apertura che da giorni era data per scontata da parte di ambienti vicini alla Lega. Diversa dalla posizione della Meloni e di Fratelli d’Italia che ieri ha detto no alla eventuale fiducia da parte del partito ad un nuovo esecutivo Draghi. Se Fratelli d’Italia ha detto no ad un governo che probabilmente avrà ancora PD, M5S, Leu, Renzi e anche i responsabili dentro, la Lega apre, ma non prima di aver messo in luce quelle che per Salvini e soci restano le priorità.

Infatti Salvini ha spiegato alla stampa che nell’incontro con Draghi, si è parlato di contenuti. «Nessuna tassa, semmai una pace fiscale per aiutare i cittadini. Molto tempo lo abbiamo impiegato sullo sviluppo e crescita. E’ stata mezz’ora di confronto interessante e stimolante sui temi concreti sull’idea dell’Italia che per diversi aspetti coincide», questo ha detto il segretario del carroccio Salvini.

L’apertura della lega al governo Draghi

«Noi siamo a disposizione, siamo la prima forza politica del paese, siamo una forza che dove governa lo fa con ottimi risultati a differenza di altri crediamo non si può andare avanti a colpi di no. Ciascuno deve rinunciare ad un pezzo di priorità per fare un tratto di strada che, non sarà lungo, insieme. Sull’immigrazione l’Ue ci chiede di difendere le frontiere non penso dunque che sia questo un tema divisivo», questo ciò che ha ribadito Matteo Salvini.

Con la Lega rischia di allargarsi esponenzialmente la maggioranza del governo Draghi. Una maggioranza che man mano che passano le ore diventa ben più vasta di quella Ursula di cui si parla, cioè con PD, Leu. Italia Viva e Forza Italia. Se davvero a questi si uniranno Lega e Movimento 5 Stelle, come oggi sembra dopo le rispettive aperture a Mario Draghi, parlare di maggioranza disomogenea appare riduttivo.

Un vero governo trasversale, che però deve produrre provvedimenti che vanno approvati in Parlamento. Se già il Governo Conte bis litigava quasi su ogni cosa, un governo così variopinto non sarà certo facile da tenere a bada nonostante l’autorevolezza di Mario Draghi.