Governo Draghi, Conte: «Quadro maggioranza molto esteso, può risentirne la coesione»

Governo Draghi, Conte: «Quadro maggioranza molto esteso, può risentirne la coesione»

Il premier uscente, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera,

C’è attesa per il nuovo governo presieduto da Mario Draghi. Un passo dopo l’altro, l’ex presidente della Bce, pare ormai destinato a diventare colui il quale proverà a traghettare l’Italia verso la rinascita sanitaria, sociale ed economica.

Ci avrebbe provato anche Giuseppe Conte che, però, dovrà lasciargli il testimone in quella che è la celebre “cerimonia della campanella”. Un atto simbolico attraverso il quale, dopo il giuramento del governo entrante, il nuovo premier si insedia a Palazzo Chigi e quello uscente lascia l’edificio istituzionale.

Ministri Draghi, l’ipotesi Conte potrebbe esserci

Mario Draghi e Giuseppe Conte si incroceranno sicuramente in quella circostanza. Resta da capire se troveranno seguito le ipotesi che vorrebbero il presidente del Consiglio uscente come potenziale ministro del nuovo governo.

C’è chi, addirittura, ipotizza che l’avvocato possa aspirare ad occupare una casella chiave: quella del ministero per la Transizione ecologica. Un dicastero la cui introduzione è stata proposta da Beppe Grillo. C’è la consapevolezza che, almeno a livello di ipotesi, possa diventare una posizione ideale per una figura di riferimento dell’universo pentastellato. E sarebbe difficile smentire il fatto che ormai Giuseppe Conte lo è.

Il governo Draghi e il punto di vista di Conte

Ma come Giuseppe Conte vede il nascente governo Draghi? La risposta arriva in alcune dichiarazioni rese al Corriere della Sera, in un articolo dell’11 febbraio. “Il Paese - riporta il virgolettato del premier uscente - ha tali urgenze che comunque è bene che ci sia un governo”. Parole tese a privilegiare la necessità di una guida per l’Italia rispetto a qualsiasi valutazione di altro tipo.

“È - si legge in un altro passaggio - evidente che, essendo il quadro delle forze che si dichiarano disponibili ad appoggiare la maggioranza molto esteso, possa risentirne la coesione tra le stesse forze”.

Ciò che potrebbe accadere è che, stando alle dichiarazioni di Conte, “aumentino le difficoltà nell’azione di governo, rispetto a questioni che esulino dalla stretta emergenza”.

Governo Draghi: uno scenario prevedibile

Le larghe intese potrebbero, dunque, diventare, da risorsa, un problema per Mario Draghi. E questa è una criticità che è noto possa emergere in un governo che si reggerebbe sul sostegno di partiti e forze politiche evidentemente eterogenee tra loro.

E questa, da più parti, viene considerata la grande sfida che dovrà vincere il nuovo presidente del Consiglio. Gli toccherà, infatti, far valere la sua autorevolezza e tracciare una linea che dovrà essere accettata da quanti, di colpo, si troveranno fianco a fianco con parti di una stessa maggioranza che la vedono in maniera opposta.

Di certo c’è che Mario Draghi ha la statura per aspirare essere molto di più di un mero strumento di sintesi. E la sensazione è che difficilmente lo sarà.

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