Giuseppe Conte: il M5S e l’ipotesi alleanza per lo «Sviluppo Sostenibile»

Giuseppe Conte: il M5S e l'ipotesi alleanza per lo «Sviluppo Sostenibile»

Giuseppe Conte è pronto a diventare protagonista del nuovo corso del M5s e sullo sfondo c’è la possibile coalizione con Pd e Leu.

La notizia del giorno è la nuova vita del Movimento 5 Stelle con Giuseppe Conte. Tanti media e giornali hanno riservato grande spazio a quello che sarebbe il Sì dell’avvocato pugliese rispetto ad un suo pieno coinvolgimento nelle dinamiche grilline.

L’ex presidente del Consiglio viene ormai considerato il «frontman» di quello che sarà il nuovo corso del partito che, alle politiche del 2018, aveva sbaragliato la concorrenza e che, nelle ultime tornate elettorali, non è stato in grado di replicare l’incredibile affermazione di un’entità politica che, da qualunque punto la si guardi, ha rappresentato un qualcosa di unico nella sua evoluzione.

M5S: Giuseppe Conte sarà protagonista

La figura di Giuseppe Conte dovrà, in un certo senso, rilanciare l’immagine del Movimento 5 Stelle. L’ex premier sarà indiscutibilmente una risorsa alla luce del fatto che la sua popolarità, al momento, non può essere messa in discussione e alcune circostanze ne hanno potenzialmente avvalorato la posizione agli occhi di una parte dell’elettorato. Dall’uscita di scena con gli applausi a Palazzo Chigi alla prospettiva da cui la caduta del suo governo viene in qualche modo vista come una manovra politica.

Giuseppe Conte nel M5S: le considerazioni su Pd e Leu

Torna inevitabilmente alla mente quella conferenza stampa all’aperto, in cui Giuseppe Conte proferì parole particolarmente chiare.
«Mi rivolgo - disse ai primi di febbraio - agli amici del Movimento: io ci sono e ci sarò. Come pure dico agli amici del Pd e di Leu: dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme, perché il nostro progetto politico, che ho sintetizzato nella formula ’alleanza per lo sviluppo sostenibile’, è un progetto forte, concreto che ha già iniziato a dare buoni frutti. Dobbiamo continuare a perseguirlo, perché offre una prospettiva reale di modernizzare finalmente il nostro Paese nel segno della transizione energetica, della transizione digitale e della inclusione sociale».

Parole che da una parte parevano dimostrare una certa disponibilità a far convergere il proprio futuro con quello del Movimento 5 Stelle e dall’altra sembravano addirittura delineare un potenziale programma di massima rispetto ad una possibile nuova coalizione. Nei giorni scorsi il suo ex portavoce a Palazzo Chigi Rocco Casalino si era espresso così rispetto all’ipotesi che Conte potesse diventare leader di una eventuale alleanza. «Dovranno - aveva evidenziato Casalino nel corso di Mattino 5 - deciderlo il Movimento, il Pd, Leu, il presidente Conte. Dovranno deciderlo un po’ tutti. Io sono in attesa aspettando la scelta politica e dopo di che intervengo io con la comunicazione».

In quell’occasione Casalino aveva anche ipotizzato che la figura di Giuseppe Conte potesse essere, in qualche modo, il modo per recuperare quei sette-otto punti di svantaggio che oggi un’eventuale coalizione M5S-Pd-Leu avrebbe nei confronti del centrodestra. Il futuro chiarirà se l’orizzonte è quello di vedere Conte al timone di un fronte alternativo a quello che vedrebbe insieme, come di consueto, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.