Autore: B.A

Parlamento

24
Lug

Giorgia Meloni detta le condizioni per il si di FDI alla manovra

Intervista del leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni sul Corriere, ecco la posizione dell’onorevole su manovra, Mes e Recovery Fund.

Nelle giornate in cui il Premier Conte ha raggiunto l’intesa in Consiglio Europeo sui fondi del Recovery Fund, ha fatto notizia il fatto che per la prima volta Giorgia Meloni, leader di una delle forze maggiori di opposizione, ha appoggiato l’operato del Premier. La Meloni ha detto, in quelle lunghe giornate di trattative europee, di essere con il Premier Conte.

E lo ha ribadito di nuovo in una intervista sul «Corriere della Sera». La Meloni però mette i puntini sulle i, perché va bene appoggiare il nostro Premier nelle trattative con l’Europa che sono state alquanto difficili, ma ci sono cose che a Fratelli d’Italia non vanno giù. E se il governo vuole l’appoggio del partito di Giorgia Meloni sulla manovra, occorre rivedere qualcosa. Ecco quindi che il leader di Fratelli d’Italia detta le sue condizioni.

Sostegno a Conte, ma sulla manovra necessarie correzioni

“Vogliono il nostro sì alla nuova manovra? Ecco le condizioni”, così Giorgia Meloni, dopo giornate in cui stranamente era apparsa più malleabile e più propensa a dare manforte alle scelte del governo (evidentemente era solo una fase dedicata alle trattative in Consiglio Europeo), è tornata ad attaccare.

“Aver sostenuto il governo nelle trattative in Europa, in nome dell’Italia, perché a differenza della sinistra noi siamo sempre patrioti: se c’è un italiano a rappresentarci in un consesso internazionale, noi siamo con lui, anche se non è dei nostri”, questo ciò che la Meloni ribadisce spiegando i perché ha avallato la linea di Conte in Consiglio Europeo. Ma la stessa Meloni ci tiene a sottolineare come le sue idee restino sempre le stesse.

“L’accordo trovato a Bruxelles non mi piace, comporta rischi enormi: sui tempi, sull’entità dei finanziamenti, sulla condizionalità”, così la Meloni che oltre alle cifre spuntate da Conte sul Recovery Fund, non ha altro su cui essere contenta. Ecco perché la Meloni annuncia che non ci sarà alcun voto favorevole da parte di Fratelli d’Italia a provvedimenti che il governo Conte varerà senza prima approfondire gli argomenti, compreso il nuovo scostamento di bilancio da 25 miliardi.

Fratelli d’Italia così come le altre forze di opposizione, votò a favore il precedente scostamento di bilancio da oltre 50 miliardi che consentì al governo di avere mano libera per la maxi manovra prevista dal decreto Rilancio, ma adesso non è più così.

Posizione rigida dell’onorevole Meloni

“Abbiamo già votato due volte per uno scostamento complessivo di 80 miliardi, senza essere consultati e con le nostre proposte buttate nel cestino. Abbiamo visto sprechi denaro per bonus ai monopattini e spese del tutto improduttive. Adesso basta. Poniamo condizioni”, queste le parole della Meloni che preannunciano il voto contrario allo scostamento di bilancio, in una votazione dove, come nei precedenti scostamenti, il voto delle opposizioni potrebbe risultare decisivo. Le condizioni della Meloni sono sempre le stesse e sono autentici cavalli di battaglia non solo di Fratelli d’Italia, ma di tutta la minoranza.

“Il tema cruciale è il sostegno all’occupazione. Quando finirà la cassa integrazione, che anche noi finora abbiamo sostenuto, rischiamo un’ecatombe occupazionale. Per questo la nostra proposta è concedere un premio agli imprenditori che, pur potendo usufruire della Cig, non lo fanno: lo Stato riconosca il sacrificio, riconoscendo una riduzione del carico fiscale e contributivo pari all’80% di quanto sarebbe costata alle casse pubbliche la Cig di quella azienda. Inoltre, si potrebbero ridurre del 50% i contributi a carico del datore di lavoro che abbia subito una perdita del fatturato di almeno il 25% nel primo semestre del 2020”, ecco la prima condizione, la riduzione di prelievo fiscale che per il Centrodestra è sempre un punto cardine di programma, come dimostra la loro idea sulla flat tax.

“Bisogna intervenire in ambito fiscale: non si possono pagare tasse su soldi non incassati. Chiediamo di rinviare le scadenze e ricalcolare i tributi sulla base dei fatturati del 2019 e del 2020 unificati. Si paga a giugno del 2021 sugli utili del biennio. Come fossero un unico anno fiscale. E se il criterio che deve ispirare tutto è concedere la massima libertà di impresa, il terzo punto è il sostegno diretto al tessuto produttivo: servono contributi a fondo perduto. Un’idea è che chi ha avuto almeno il 25% di calo del fatturato possa trattenere il 50% dell’Iva emessa fino a un massimo di 100mila euro. Un meccanismo virtuoso che incentiva la produzione di ricchezza ed è anche un mondo per favorire l’emersione”, così ha continuato la Meloni, come letteralmente riporta il Corriere della sera.

Per ultimo, una critica al reddito di cittadinanza. “Non possiamo continuare a dare il reddito di cittadinanza di 780 euro, spesso a falsi bisognosi, quando le pensioni di invalidità sono ferme a 280 euro, una cifra così ridicola da essere incostituzionale, come ha detto la Consulta. FdI ha ottenuto un fondo per aumentarle: ora mettano le risorse necessarie in quel fondo”, questo il pensiero della Meloni che preannuncia battaglia in Parlamento.