Autore: Marco Della Corte

6
Mag

Gabriel Feroleto: le sevizie di Nicola sul bambino

Gabriel Feroleto: nuova terribile testimonianza raccolta dagli inviati di Quarto Grado. Mercoledì i Ris a casa di Donatella Di Bona.

Una vicina di casa del piccolo Gabriel Feroleto (2 anni e mezzo al momento della morte) ha accettato di farsi intervistare ai microfoni del noto programma Mediaset Quarto Grado. Ricordiamo che stiamo parlando del bambino residente in contrada Volla a Piedimonte San Germano, ucciso dai genitori Nicola Feroleto (48) e Donatella Di Bona (29). La donna, alle telecamere di Quarto Grado, ha rilasciato dichiarazioni a scioccanti. Una volta, l’anziana signora fece tale domanda al bambino: ’Dimmi a zia, ma papà ti da le botte? E lui mi ha fatto sì con la testa e lo ha chiamato bastardo’.

Tali parole fanno chiarezza sul calvario che il piccolo ha dovuto sopportare nella sua brevissima vita. Insulti, schiaffi e grida da parte di Nicola nei confronti del figlioletto. Vessazioni quotidiane sia fisiche che psicologiche. Non dimentichiamo poi come il padre del piccolo rivolgesse pesanti minacce anche alla nonna di Gabriel, la quale cercava di opporsi a quell’assurda relazione tra la figlia, una ragazza di neanche 30 anni, e il quasi cinquantenne Nicola.

Gabriele Feroleto: i Ris a casa di Donatella

Le indagini non si fermano e mercoledì prossimo i Ris entreranno nella casa in cui Donatella Di Bona viveva assieme alla madre Rocca, al figlioletto Gabriel ed al fratello Luciano. Di recente, Nicola Feroleto ha incontrato nel carcere di Cassino la nota criminologa Roberta Bruzzone (consulente di parte) e l’avvocato Luigi D’Anna (legale di fiducia dell’uomo). Il Feroleto è apparso molto amareggiato e confuso, ma nonostante il suo status psicologico è riuscito a ricostruire i momenti precedenti all’omicidio del piccolo Gabriel.

La difesa di Nicola e Donatella

La difesa di Nicola Feroleto contesta il momento della morte del piccolo Gabriel, al fine di escludere la presenza del proprio assistito sul luogo del delitto. E i legali di Nicola sarebbero provvisti di alcune prove da presentare al Tribunale, in primis, la testimonianza di una vicina di casa, la quale avrebbe dichiarato che il bimbo fosse ancora vivo alle 16:10, mentre l’omicidio sarebbe avvenuto, secondo gli inquirenti, tra le 14:30 e le 15:30. Sembra tuttavia sicuro che Nicola si trovasse a Villa Santa Lucia alle 15:30.

Gli avvocati di Donatella Di Bona, invece, non contestano la confessione della ragazza, ma piuttosto l’esigenza di tenere la loro assistita reclusa all’interno del carcere di Rebibbia, nonostante il medico legale non abbia ancora chiarito la causa di morte del bambino. Oggi 6 maggio è fissato un nuovo appuntamento al Tribunale del Riesame.