Fotovoltaico galleggiante, un settore in forte espansione

Il fotovoltaico flottante potrebbe crescere molto nei prossimi anni

Tra le soluzioni che stanno sempre più prendendo piede nel settore dell’energia solare, c’è anche il cosiddetto “fotovoltaico flottante” o galleggiante. Si tratta di una nuova tecnologia imperniata sull’installazione di pannelli solari all’interno di piattaforme galleggianti, la quale offre una notevole serie di vantaggi, tra cui la possibilità di sfruttare l’acqua al fine di raffreddare l’impianto stesso, andando peraltro a potenziare il rendimento energetico dei pannelli solari per effetto di una maggiore riflettenza.

Si parla di una soluzione già adottata anche in Europa da Paesi come l’Italia, la Francia, il Regno Unito persino la Svizzera, che ha ovviato alla mancanza di mare coi suoi grandi laghi. Il fotovoltaico galleggiante ha un basso impatto ambientale, è economicamente sostenibile e, soprattutto, non va a sfruttare il terreno, lasciandolo di conseguenza disponibile per altre attività, come l’agricoltura o l’allevamento, che sono particolarmente importanti per Paesi come l’India o il Giappone il quale, proprio in considerazione della sua conformazione geografica e di una densità abitativa molto elevata, è spinto a preferire lo sfruttamento del proprio spazio marittimo piuttosto che il territorio. Considerate le polemiche che stanno caratterizzando la situazione pugliese, ove molto territorio è stato sottratto alle attività agricole dagli impianti solari, anche in Italia questa soluzione potrebbe presto trovare notevole gradimento.

Il rapporto di Wood Mackenzie Power & Renewables

A fotografare lo stato del comparto è stato di recente uno studio di Wood Mackenzie Power & Renewables, secondo il quale il solare fotovoltaico galleggiante rappresenterebbe ad oggi una quota molto bassa nel settore delle rinnovabili. Lo stesso report, però, mette in evidenza come di recente siano iniziati a giungere segnali attestanti le notevoli potenzialità del settore e, soprattutto, l’esistenza di importanti margini di crescita. Secondo le stime fatte, infatti, entro la fine dell’anno dovrebbero ammontare a 2,4 GW i pannelli fotovoltaici galleggianti presenti a livello globale e disseminati in 35 paesi.

Per ora è l’Asia a rappresentare il mercato più promettente, con il continente attualmente attestato all’87% del totale globale prodotto con questa tecnologia. Una percentuale che dovrebbe sensibilmente diminuire nel corso dei prossimi anni, poiché in base alle previsioni degli analisti la domanda mondiale per questa tecnologia dovrebbe aumentare del 22% ogni anno da qui al 2024, andando in tal modo a superare quota del 2% del mercato fotovoltaico. Una domanda che, comunque, sarà probabilmente trainata proprio dai Paesi in cui questa tecnologia attualmente è già molto sviluppata. Si tratta infatti di quelli ove la disponibilità di terreni da poter adibire a fotovoltaico è molto limitata, mixandosi a costi per l’utilizzo del suolo che sono molto elevati.

Tra di essi vanno sicuramente annoverate le Maldive, ove nell’atollo di Ari proprio nel corso dell’estate appena terminata è stato attivato un impianto solare galleggiante composto da 12 piattaforme ancorate al fondale, sulle quali sono stati installati moduli fotovoltaici in grado di assicurare una potenza complessiva di 678 kW. Va anche sottolineato che ad influenzare la domanda di fotovoltaico flottante è la combinazione con la tecnologia idroelettrica, soluzione la quale assicura un notevole risparmio in termini economici, poiché consente lo sfruttamento dell’infrastruttura di trasmissione già attivata in precedenza. Una soluzione che consente di risparmiare sui costi legati all’interconnessione e già sviluppata in quei Paesi che dispongono di bacini idroelettrici.

Il report di Solar Energy Research Institute of Singapore (SERIS)

Anche il Solar Energy Research Institute of Singapore (SERIS) ha appena pubblicato un suo rapporto sul tema, redatto in collaborazione con la Banca Mondiale, dal titolo “Where Sun Meets Water – Floating Solar Market Report”. Secondo i ricercatori che lo hanno scritto, il solare galleggiante ha tutte le carte in regola per espandersi in diverse parti del mondo. Un pronostico formulato sulla base della grande crescita messa a segno nel 2018, quando la potenza cumulativa installata nei sistemi FPV (floating photovoltaic) è salita a circa 1,3 GW con oltre 780 MW aggiunti nel corso dell’anno, il doppio rispetto a quanto accaduto dodici mesi prima.

Se in questa fase è il Sud-Est asiatico a trainare il mercato con le nuove realizzazioni, soprattutto in Cina, caratterizzate da progetti in grado di assicurare decine di MW di capacità, il potenziale è molto più vasto. Il rapporto cita una ipotesi estremamente prudente, quella che porterebbe alla copertura con pannelli fotovoltaici di appena l’1% della superficie totale disponibile sui bacini idrici artificiali in tutto il mondo, attualmente attestata 404mila km quadrati. In questa ipotesi si potrebbero installare almeno 400 GW di parchi fotovoltaici galleggianti, dando luogo ad una produzione annua di energia elettrica stimata in oltre 521.000 GWh.

Una evoluzione favorita anche dal fatto che questa tecnologia può assicurare mediamente sino al 10% in più di energia rispetto a quanto reso possibile dagli impianti terrestri, per effetto di una serie di fattori favorevoli. Tra di essi vanno considerati in particolare il minore surriscaldamento dei moduli reso possibile dal raffreddamento “naturale” assicurato dall’acqua (cooling effect) e una minore presenza di polvere o altra sporcizia che può andare ad accumularsi sulla superficie dei pannelli, inficiandone il rendimento.

In India un mega impianto da 49 milioni di dollari

‎Tra i progetti di fotovoltaico galleggiante, va ricordato il progetto che dovrebbe essere realizzato nell’arco di 21 mesi nello Stato del Kerala, posizionato nella parte meridionale dell’India. A costruire l’impianto sarà un’azienda locale, la Tata Power Solar, una controllata di Tata Power, cui è stato affidato l’incarico dall’azienda di Stato per l’energia, NTPC. L’impianto fotovoltaico flottante avrà una potenza di 105 MW e il suo costo è stimato intorno ai 49 milioni di dollari.‎ Una volta ultimato sarà uno dei più grandi in assoluto all’interno dei confini indiani, nel suo genere.

E’ stato Ashish Khanna, CEO e presidente di Tata Power Solar, ad affermare tutta la sua soddisfazione per l’accordo siglato, considerato come il progetto relativo ad un impianto solare galleggiante da 105 MW andrà a costituire un’altra pietra miliare nei risultati raggiunti dall’azienda. In particolare potrà fare da modello in vista di un rafforzamento di Tata Power Solar nell’ottica della realizzazione di progetti sempre più complessi. Lo stesso Khanna ha poi ricordato come proprio questa tecnologia rivesta una funzione essenziale in una Paese come l’India. Tanto che l’azienda è intenzionata a farne un vero e proprio punto di riferimento per il Floating Solar Project.