Autore: B.A

Giuseppe Conte

21
Lug

Fondi europei, il Premier Conte lancia una nuova task force per organizzare la spesa

Per usare i fondi europei il Premier Conte pensa ad una task force come quelle costituite ad inizio emergenza per ogni urgenza legata al Covid.

Dopo la notizia dell’accordo raggiunto in Consiglio Europeo sui fondi del Recovery Fund, ecco che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha già un piano su come avviare la macchina che utilizzerà per spendere i soldi. Una nuova task force, questo quello che il Premier ha deciso di costituire per organizzare il metodo di spesa dei fondi che la UE girerà all’Italia.

Secondo i dettami dell’accordo raggiunto, ci saranno soldi a fondo perduto e in prestito, con il debito che ricadrà su tutti i Paesi Membri, ma occorrerà stare attenti a come si spendono i soldi, perché occorrerà mettere mano alle cosiddette riforme, con la UE che monitorerà la situazione.

Che siano o non condizionati i fondi europei mettono l’Italia di fronte ad un compito piuttosto impegnativo, perché occorrerà fare in fretta se è vero che i primi fondi arriveranno solo dopo il primo trimestre 2021 e se è vero che ci sarà tempo entro la fine del 2023 per spendere tutti i soldi che verranno girati all’Italia. Ecco perché Conte pensa a costituire l’ennesima task force di questo delicato periodo storico, l’ennesimo pool di esperti.

LEGGI ANCHE: Recovery Fund, nuova intesa: ha vinto l’Italia o no?

La nuova task force di Giuseppe Conte

Conte lancia una nuova task force per usare i fondi europei. Un pool di tecnici ed esperti che organizzerà, predisporrà e probabilmente deciderà l’impiego delle risorse assegnate all’Italia dal Recovery Fund. È stato proprio il Premier Conte a margine di oltre 90 ore di incontri in Consiglio Europeo con gli altri leader degli Stati membri, a indicare nella task force la strada che intende intraprendere.

“Per redigere il piano nazionale di rilancio costituiremo una task force operativa. Sarà una delle priorità che andremo a definire in questi giorni, perché dovrà partire al più presto”, questo testualmente ciò che Giuseppe Conte ha ribadito alla stampa.

“Con i 209 miliardi di euro di Next Generation Eu, il 28% delle risorse del piano europeo contro la crisi provocata dalla pandemia di Covid-19, abbiamo la possibilità di far ripartire l’Italia con forza, di cambiare volto al nostro Paese. Ora dobbiamo correre, utilizzando questi soldi per investimenti, per riforme strutturali”, questo ciò che ha detto il premier in conferenza stampa da Bruxelles (video conferenza).

Cosa potrà spendere l’Italia

Il piano approvato dalla Commissione europea prevede fondi complessivi da 750 miliardi di euro e di questi per il nostro Paese ne sono destinati 209. Una ingente massa di danaro, di cui 81,4 a fondo perduto e 124,7 di prestiti, che andranno restituiti ma a tassi molto bassi e a condizioni agevolate, con un periodo di rimborso ultratrentennale.

Adesso toccherà alla task force organizzare le spese, perché servono tecnici in grado di assecondare i dettami di Bruxelles che ha deciso di accettare (una decisione presa per portare all’accordo anche i Paesi frugali) un “freno di emergenza“. Il meccanismo è stato preteso dai Paesi frugali, Olanda, Austria, Danimarca, Svezia e Finlandia. Ed è una specie di condizionalità, con questo freno di emergenza che servirà a bloccare in extremis l’erogazione dei fondi se non saranno rispettati gli obiettivi guida scelti da Bruxelles.

L’Olanda avrebbe voluto l’unanimità, in modo che sarebbe bastato un solo voto contrario per arrestare l’attuazione del piano, ma alla fine è passato un sistema di approvazione a maggioranza qualificata tra i 27 Stati membri del Consiglio Europeo: solo un gruppo di Paesi che rappresenti almeno il 35% della popolazione dell’Unione potrà impedire i trasferimenti di risorse ai singoli Stati.