Autore: G.M

Tasse - Fisco

15
Mag

Figli universitari, cosa si può scaricare dal 730/2019?

I figli alle prese con i percorsi di studio universitario costano molto, ma la legge prevede agevolazioni fiscali

Essendo entrati nel periodo di anno dedicato alle dichiarazioni reddituali, molti contribuenti si chiedono cosa possono andare a detrarre dal reddito per abbattere le tasse da pagare per l’anno di imposta 2018. Una delle detrazioni più utilizzate riguarda le spese sostenute nell’anno precedente alla dichiarazione dei redditi, per i figli studenti universitari. Tasse universitarie, affitti per gli studenti fuori dal loro comune di residenza per motivi di studio, libri e così via, sono le spese che molte famiglie sostengono per tenere i figli a studiare. Esistono poi esenzioni per motivi reddituali ed altri aspetti da tenere in considerazione quando si hanno figli iscritti agli Atenei.

Vantaggi fiscali ed economici anche sulle tasse universitarie

Le normali tasse universitarie non sono dovute se l’Isee della famiglia dello studente è al di sotto di 13mila euro. Una misura confermata dal cosiddetto “student act”. Occorre ricordare che l’esenzione oltre che per reddito è ammissibile anche per meriti scolastici, perché nonostante un Isee sotto i 13mila euro per poterla ottenere lo studente non deve essere fuori corso per più di un anno e deve detenere un determinato numero di crediti universitari. Tra gli oneri detraibili dalle dichiarazioni dei redditi figurano molte spese per lo studio universitario. Le tasse universitarie per esempio, se non sono state oggetto di rimborsi attraverso altri canali, possono essere detratte nella misura del 19% dall’Imposta da pagare con le dichiarazioni dei redditi.

Su 1.000 euro di tasse universitarie per esempio, se ne possono scaricare 190 che andranno ad abbattere l’Irpef dovuta dal dichiarante. Per rientrare nella detrazione le tasse devono essere state pagate per la frequenza di corsi di laurea triennale, di specializzazione, magistrale, master e dottorati di ricerca. La detrazione è ammissibile anche per le tasse di immatricolazione e per le tasse di iscrizione. Dentro anche le tasse pagate per la partecipazione ai test di ingresso, quelle per i tirocini formativi e per i trasferimenti di Ateneo. Le tasse possono essere sempre scaricate senza distinzione tra università pubbliche, private o telematiche ed anche per quelle site all’estero. Solo per ragazzi che frequentano i corsi universitari in Atenei privati, le tasse da detrarre devono rientrare in un tetto massimo di spesa, diverso da Regione a Regione e da Università ad Università e stabilito annualmente da disposizioni del MIUR. Nelle Università statali invece non esiste limite di spesa da poter scaricare.

Cos’altro scaricare?

I libri di testo nonostante siano tra le voci di maggior spesa per le famiglie non possono essere scaricati dal reddito. Lo stesso vale per le spese di trasporto pubblico sostenute per arrivare alle sedi di studio o per il vitto e l’alloggio a meno che non sia uno studente fuori sede e con regolare canone di affitto. In questo caso le spese di locazione della casa o della stanza dove lo studente vive durante la frequentazione dei corsi possono essere detratti, anche questa volta nella misura del 19%.

La detrazione spetta se l’università frequentata dallo studente si trova distante almeno 100 km da dove risiede la famiglia dello studente stesso. Il contratto di fitto deve essere intestato allo studente o ai genitori di cui lui è soggetto a carico. Il tetto massimo da scaricare per l’affitto dello studente è di 2.633 euro annui.