Autore: Alessandro Buzzi

Fatturato - esportazioni

9
Ago

Fatturati oltre 945 mln con esportazioni in Russia di prodotti DOC

Podio Italiano per le esportazioni di prodotti alimentari «made in Italy» nella federazione Russa

Italia in pole position per quanto riguarda il volume di affari legato al mercato del cibo nella Federazione Russa, ottenendo un «settimo posto» tra i vari fornitori mondiali e con un fatturato di oltre 945 mln. Un analisi ISMEA mette in evidenza il dato, misurandone la competitività internazionale anche alla luce dell’embargo.

Dati che stupiscono, anche se in linea con quelli registrati nei precedenti anni e che lasciano intendere che perlomeno riguardo al mercato del buon cibo, l’Italia resta competitiva e viva in ambito internazionale.

Nell’ambito dei paesi UE, l’Italia ha rafforzato la propria presenza sul mercato, passando dalla quinta posizione del 2013, al secondo posto tra i fornitori comunitari, seconda solo alla Germania che da anni detiene il podio.

Frutta, carni e latte e derivati, essendo i prodotti colpiti dall’embargo, hanno registrato un notevole calo di introiti, parzialmente coperto dalla crescita di altri settori di esportazione, che però non sono stati in grado di azzerare le perdite su un fatturato che altrimenti sarebbe stato anche maggiore.

I prodotti italiani con trend positivo sul mercato russo

I prodotti «made in Italy» che hanno registrato un trend positivo sul mercato russo dopo il 2014, sono:

  • Vini confezionati, con 161 milioni di euro nel 2018 pari al 17% delle importazioni agroalimentari italiane dalla Russia;
  • L’olio vergine di oliva, con 22 milioni di euro pari al 2,4% dell’import totale;
  • Pomodori, passate e concentrati con 11 milioni di euro pari all’1,2% del totale;
  • Pomodori ,polpe e pelati, con 9 milioni di euro l’1% del totale.

In calo invece, secondo l’analisi Ismea, risultano i vini spumanti che perdono fatturato sul mercato russo tra il 2018 e il 2013, a causa del calo dei valori e dall’aumento dei volumi importati, come anche il Vermut e altri vini aromatizzati, che hanno subito oltre ad un calo delle vendite anche una perdita di valore sul mercato.

La posizione competitiva in riferimento al mercato russo tra 2013 e il 2018, secondo Ismea, vede l’Italia guadagnarsi il primo posto per le vendite di vino confezionato e un quarto posto nel settore delle vendite di prodotti da panetteria/pasticceria. (ANSA).

Tutti gli altri settori di esportazione restano forti, classificandosi in tutti i casi dentro le prime 5 posizioni in riferimento ai competitor europei.

Stupisce come le analisi di mercato siano in controtendenza rispetto ad una economia che (perdonatemi l’opinione personale di chi in Italia ci vive) percepita dall’interno, non sembra in così forte ascesa.

Un mercato comunque, quello del cibo e dei prodotti derivati «made in Italy» non ha mai risentito troppo del periodo ri recessione che ha investito il Paese e che, soprattutto al netto delle esportazioni estere (soprattutto sul mercato Russo e Asiatico) non ha mai ceduto alla crisi.