Autore: Antonio Murante

Fase 3: Musica live, a quando i prossimi concerti: le nuove norme

Fase 3,ritornerà la musica dal vivo,le regole da seguire e da quando?

La musica live ritornerà e non certo come prima. Al momento sono queste le direttive emanate dal governo per i prossimi mesi. Con il blocco di qualsiasi grande evento live, oltre agli artisti, sono ancora ai blocchi di partenza tutti coloro che girano e vivono intorno al mondo della musica. Tecnici, produttori, marketing, fonici etc... sono ancora fermi fino a data da destinarsi a causa del blocco degli eventi in grandi spazi. Il governo non ha ancora emanato e dato nessuna certezza a riguardo.

L’Unica cosa che sappiamo finora è che tutti gli eventi sono stati posticipati al 2021 creando non grossi problemi a coloro che «vivono» nel mondo della musica.

Le condizioni che il DPCM ha emanato nei giorni scorsi prevede una lenta, anzi lentissima ripresa, per questo settore. Mentre per i grandi live tutto è stato spostato al 2021, le norme per piccoli spettacoli musicali live sono ben precise:

  • posti a sedere distanziati e assegnati in precedenza
  • non più di 200 persone per eventi in luoghi chiusi (anche cinema)
  • non più di 1000 persone per spettacoli all’aperto
  • chiusura di tutti gli eventi che non prevedono o che non possono rispettare le linee guida per quanto riguarda sicurezza ed assembramenti.

Musica Live fase 3

Tutto ciò sarà possibile solo grazie ad un intervento ed una presa di responsabilità individuale.

Quindi inutile ripetere la necessità del mantenimento della distanza interpersonale, l’obbligo della misurazione della temperatura, obbligo di mascherine e tutti gli accorgimenti di prevenzione e sanificazione degli ambienti.

Queste sono le regole che sommariamente siamo già abituati ad osservare nella vita quotidiana e che ci faranno compagnia nei prossimi mesi. Inutile dire che il tutto avrà una ripercussione ed una totale «rivisitazione» di cui eravamo abituati a vivere a livello di evento.

Ma attualmente le cose non possono far altro che seguire le normative a discapito dell’evento in se stesso. Impossibile immaginare ora un’eventuale «corsa alla transenna» oppure accaparrarsi la prima fila solo correndo all’apertura dei cancelli.

Inutile dire e, quindi di conseguenza, apprestarci ad una serie di eventi in maniera più «sobria» dal punto di vista emotivo, ma se è questo il prezzo da pagare per una «sana» ripartenza, ancora una volta viene chiesto oltre ad un sacrificio emotivo anche un sacrificio a livello organizzativo.

Tutto ciò sarà possibile solo grazie ad una modifica, ancora una volta, delle proprie abitudini. Vivere un concerto,ora, senza un «pogare» senza avere la possibilità che avvenga un «contatto» naturale proprio grazie all’evento da la sensazione quasi da «salotto»,sia per il pubblico che per l’artista (colui veramente danneggiato).

Tutto sarà una lenta ripresa,tutto avrà un percorso in slow motion dove la sensazione e la voglia di rivivere determinati momenti scalpiterà più del dovuto.

I ragazzi, gli artisti, non solo hanno una voglia di ripartire, ma anche coloro che non si vedono guardando il palco hanno la necessità di una ripartenza veloce. Il lavoro e le persone che girano intorno ad un evento sono tante,così come sono tante le famiglie che ci vivono. Ripartire in maniera sobria è giusto, ma bisogna ripartire immediatamente proprio per dare un senso che la vita senza musica e arte dal vivo è una vita di handicap emotiva.