Autore: Luigi Crescentini

Coronavirus

21
Mag

Fase 2 coronavirus, molti giovani non rispettano le regole: rischio aumento contagi, si mobilita la questura

Movida e violazione delle regole: interventi dalla questura, governo tenta una campagna per sensibilizzare i più giovani

È vero che i dati rilevati sono in miglioramento ma la battaglia contro il coronavirus, non è ancora finita. Gli italiani sembrano non averlo capito, in particolar modo chi in questi ultimi giorni ha «festeggiato un po’ troppo» la libertà riconquistata con aperitivi e uscite eccessive.

Ma attenzione, il Premier Giuseppe Conte lancia un avvertimento: «Non è finita, chiariamolo, non è il tempo dei party e della movida, altrimenti la curva risale. Abbiamo tolto l’autocertificazione perché la curva era sotto controllo, ma nessuno pensi che sono saltate le regole di precauzione». Queste le parole dettate dal nostro presidente, parole che dovrebbero farci riflettere a cambiare i nostri comportamenti o abitudini che, al momento, risultano inopportune per contrastare i contagi.

Fase 2, allerta dal ministero della Salute: «Basta poco per vanificare tutto il lavoro degli ultimi mesi»

Anche se al momento, nel governo non si parla ancora di vero e proprio allarme, nelle ultime ore è salita l’allerta. Circolano troppe immagini di gente che non hanno capito bene il concetto della fase 2: uscite nei bar, nei locali senza rispettare il distanziamento. Il ministero della Salute insieme all’esecutivo si riferiscono soprattutto ai ragazzi di età compresa tra i 15 e i 30 anni, che spesso nella maggior parte dei casi, sono loro ad infrangere le regole.

Il ministro Speranza afferma di avere «una grandissima preoccupazione, perché basta poco per vanificare tutto il lavoro e i mesi di sacrifici fatti dagli italiani. Il virus c’è, non è stato sconfitto e ancora circola nel nostro Paese, ha numeri inferiori, ma ancora è li e quindi comportamenti sbagliati possono farci pagare un caro prezzo».

Il Presidente del Consiglio e il ministro si confronteranno con gli scienziati alla fine di maggio, quando sarà possibile una corretta valutazione dei dati. Se questi dati presenteranno delle anomalie in alcune Regioni, quest’ultime avranno l’obbligo di provvedere a chiusure immediate. Ad alcuni governatori regionali sono arrivati video e immagini di violazioni comportamentali soprattutto da parte dei giovani.

Il capo della polizia, Franco Gabrielli, ha inviato una circolare a tutte le questure italiani per invitarle ad assicurare il rispetto delle regole, il distanziamento e il divieto di aggregazione. Ieri il numero totale di contagiati è risultato in calo: 665 casi contro gli 813 di martedì. Il numero dei decessi rimane alto ma stabile. Ovviamente la Lombardia resta la Regione sempre più colpita ma anche qui i dati si rivelano in calo: 294 casi contro i 462 di martedì. Anche il numero dei pazienti ricoverati affetti da Covid è in calo, nei reparti ordinari sono stati liberati circa 367 posti.

In un rapporto generico si rilevano 132.282 soggetti guariti e un numero complessivo di 62.752 positivi. Uno studio condotto al Policlinico sta indagando per ricostruire quello che realmente è successo a Milano. Alcuni esperti sospettano che il virus circolava già prima del 21 febbraio, quando è stato registrato il primo caso a Codogno. Secondo le loro ricerche prima dell’epidemia, un donatore su 20 aveva già sviluppato gli anticorpi contro il Covid-19.