Autore: G.M

30
Set

Fallito lo ius soli Enrico Letta chiede al governo lo ius culturae

Ex Presidente del Consiglio del Partito Democratico e adesso direttore dell’Istituto di Studi politici di Parigi, Enrico Letta ha rilasciato una interessante intervista al quotidiano «Repubblica». Letta ha affrontato molti temi di attualità con diversi consigli al nuovo esecutivo italiano che da qualche settimana ha in maggioranza anche il suo PD. Dalla nuova legge elettorale al decreto sul clima, dai commenti sul nuovo partito di Matteo Renzi al futuro del Pianeta, Enrico Letta ha toccato molti punti importanti di attualità. Interessante però è soprattutto ciò che dice sullo Ius culturae e sull’età valida per ottenere il diritto al voto dei cittadini italiani.

Col PD al governo riparte la riforma della cittadinanza

Nel programma elettorale del PD che vinse le elezioni nel 2013 e che ha prodotto i vari governi Letta, Renzi e Gentiloni, la riforma della cittadinanza italiana era uno dei punti più importanti. Tutti ricordano quella proposta di riforma che fu chiamata dello ius soli. Oggi in Italia vige ancora la legge che fu approvata nel 1992 e che considera cittadino italiano chiunque abbia almeno un genitore italiano, anche se nasce all’estero. Il principio è il diritto di sangue, cioè lo ius sanguinis. Le uniche deroghe oggi previste sono per naturalizzazione o per matrimonio, cioè le altre vie per ottenere la cittadinanza italiana.

Nella legislatura precedente le due del premier Conte, lo ius soli fu oggetto di un lungo iter parlamentare, molto polemizzato e criticato ma che alla fine, con il cambio di guida del paese, con il PD che perdute le elezioni il 4 marzo 2018, passò ai banchi dell’opposizione, è rimasto fermo ed inapprovato. Adesso con il PD che è tornato in maggioranza dopo la crisi di governo estiva, si torna a parlare di riforma della cittadinanza. Si parla di ius culturae adesso, perché per giovedì prossimo la proposta di legge in materia di cittadinanza ripartirà alla Camera.

Diritto di sangue, di suolo o di cultura

In materia cittadinanza si parla di ius sanguinis quando, come detto in precedenza, la cittadinanza si trasferisce come eredità, cioè il figlio di un italiano diventa automaticamente anche lui italiano. Lo ius soli invece è il diritto di ottenere la cittadinanza per nascita in suolo italiano, anche se i genitori sono stranieri. Adesso sembra che l’idea verta sullo ius culturae, cioè sul concedere la cittadinanza anche a chi è straniero, arrivato in Italia prima di aver compiuto 12 anni e che per 5 anni abbia frequentato scuole o corsi di formazione professionalizzante.

Cosa dice Letta

Proseguire e approvare subito lo ius culturae è molto importante e secondo Letta il governo dovrebbe accelerare. Una posizione diametralmente opposta a quella di Salvini e della Meloni per esempio. I leader di Lega e Fratelli d’Italia parlano di cittadinanza regalata con la nuova proposta che giovedì 3 ottobre arriverà alla Camera. Su Matteo Salvini, Letta è abbastanza duro, complimentandosi con Conte che secondo l’ex Premier ha capito che con Salvini al Viminale l’Italia stava andando a sbattere. Complimenti anche al nuovo Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese che secondo Letta è partita con il piede giusto, soprattutto in materia di migranti.

Per quanto riguarda l’altro Matteo, cioè Renzi, suo successore alla guida della scorsa legislatura, i tempi di uscita dal PD con la creazione del nuovo movimento «Italia Viva», sono stati un errore. All’attuale Premier Conte poi, Enrico Letta suggerisce di spingere per le politiche sul «Clima Change», perché ciò che si è visto nei «Friday for Future», ciò che hanno dimostrato i giovani, non può essere ancora inascoltato. I giovani secondo Letta sono il futuro e per loro devono essere cambiate anche le leggi, come quella del diritto al voto che deve scendere a 16 anni.

In materia elettorale poi, Letta dice di essere a favore del proporzionale in stile «Mattarellum» e non del maggioritario. Le minoranze hanno diritto di essere rappresentate in Parlamento, come hanno diritto di rappresentanza i giovani di oggi. Anche su questo Letta è chiaro, perché parla di problema serio quello della sottorappresentazione delle idee dei giovani.
Infine, anche la lotta al contante viene benedetta da Letta. «Basta con la frottola che le vecchiette non sanno andare al bancomat», il contante secondo Enrico Letta deve essere sostituito quanto più possibile da metodi di pagamento tracciabili per scongiurare la piaga dell’evasione.