Autore: B.A

Ex badante senza soldi e senza casa, da un mese dorme in stazione, ecco la sua storia!

Ridotta in povertà, la donna sta per essere sgomberata anche dal quella che è diventata casa sua, la stazione dei treni di Città di Castello

Una storia di degrado assoluto è quella che riguarda una donna che è stata travolta dalla crisi economica scatenatasi a seguito dell’emergenza sanitaria del coronavirus. Una vicenda che ha come protagonista una signora di circa 50 anni di età, che da badante è diventata una senza tetto. E come tanti clochard, la donna è stata costretta a vivere pere strada, accampandosi alla Stazione di Città di Castello, Comune in Provincia di Perugia, nell’Umbria. La 50enne è il classico esempio di quello che da giorni si dice sui lavoratori domestici, cioè che sono una delle categorie di lavoratori più vessati da questa gravissima situazione che il Covid-19 ha prodotto anche sul tessuto economico del Paese.

La sala d’attesa la nuova casa

Ormai è da circa un mese che una donna rumena quasi 50enne, vive nella stazione ferroviaria di Città di Castello in Umbria. La sala d’attesa della stazione ormai è diventata casa della donna. Da un mese dicevamo, cioè da quando ha perduto il suo lavoro. La donna faceva la badante ed ha perso il lavoro a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Con tanto di valigie e bagagli vari, la donna ha deciso di accamparsi nella stazione ferroviaria, per avere un tetto sulla testa, dal momento che insieme al lavoro ha perso anche la casa dove abitava. Era una badante convivente, che aveva la residenza che coincideva con il luogo di lavoro, cioè con la casa dell’anziano a cui prestava assistenza.

La donna non vuole lasciare la stazione

“Non ho intenzione di spostarmi”, queste le parole che la donna ha deciso di produrre agli Agenti della Polizia Municipale della cittadina Umbra che cercavano di farla sloggiare dalla sala d’attesa della stazione ferroviaria. Il Comune di Città di Castello, per il tramite della Polizia Locale ha cercato di far spostare la donna utilizzando le soluzioni che i servizi sociali hanno trovato. Prima di tutto è stato proposto alla donna di essere collocata in una struttura di accoglienza e poi le è stato offerto un biglietto ferroviario per arrivare a Roma, per recarsi alla Ambasciata della Romania di stanza nella Capitale. Tutto inutile, la donna si è sempre rifiutata. Non vuole sentire ragioni, non vuole abbandonare il posto che ha trovato per passare la notte ed ha risposto agli agenti, di non volere niente da nessuno.

Le lamentele però sono tante

Lo sgombero della signora dalla stazione però, ogni giorno che passa diventa sempre più necessario. I residenti nella prossimità della stazione e gli utenti della stazione stessa, stanno quotidianamente segnalando il problema al Comune. Anche i lavoratori della stazione o dei Bus che fanno capo sempre a quello scalo, si stanno lamentando in continuazione. Secondo le testimonianze, la signora ormai è nel degrado più assoluto, perché intorno a lei c’è sporcizia, immondizia e cattivo odore. Tra l’altro la situazione legata al Coronavirus oggi spinge a misure igieniche estreme e particolareggiate, anche per i locali come quelli della stazione.

Tutte regole che la donna non rispetta, mettendo in pericolo sia la salute sua che delle persone che entrano nella stazione e nella sala di attesa dove c’è anche la biglietteria automatica. Dal Comune però fanno sapere di avere le mani legata, perché non hanno il potere di disporre lo spostamento coercitivo della signora, a meno che non sopraggiungano gravi e urgenti motivi di carattere sanitari. E devono essere esclusivamente gli organi sanitari deputati a proporre questo.