Autore: Dario Marchetti

Energie rinnovabili

18
Nov 2019

Energie rinnovabili: per il momento è impossibile rinunciare alle fonti fossili

Ad affermarlo è l’International Energy Agency

Nonostante la notevole crescita fatta registrare dalle fonti di energia rinnovabili, almeno per il momento la rinuncia a quelle fossili rimane solo un sogno. Ad affermarlo è il report “World Energy Outlook 2019” curato da International Energy Agency (Agenzia Internazionale dell’Energia, spesso indicata con l’acronimo IEA), secondo il quale l’aumento della domanda di energia a livello mondiale non potrà essere sostenuto solamente dalla maggior produzione di energie rinnovabili nel caso in cui esso non sarà accompagnato da una vera e propria svolta politico a livello globale. Un avvertimento da tenere nel debito conto, soprattutto in considerazione del fatto che molto spesso l’Agenzia è stata accusata di essere troppo soft nelle sue denunce.

Cosa dice il rapporto di AIE

Allo stato attuale, la crescita della produzione di energia rinnovabile non basta per poter sperare in un abbandono delle fonti fossili. Il quale potrebbe avere luogo soltanto se i governi dei Paesi che impattano maggiormente con il loro modello produttivo sull’ecosistema optassero per un vero e proprio mutamento di paradigma. Per il quale, però, servirebbero ingenti investimenti non solo al fine di favorire lo sviluppo di tecnologie rinnovabili più efficienti, ma anche per poter creare nuovi “parchi rinnovabili”, in grado di andare a sopperire a un eventuale calo di produzione dell’energia elettrica proveniente da fonti non rinnovabili e inquinanti.

I dati citati dal rapporto

Nella formulazione della sua previsione, l’Agenzia cita la domanda di energia, che è destinata a crescere dell’1% annuo fino al 2040. In questo quadro circa il 50% del “surplus energetico” verrà ad essere coperto dalle fonti rinnovabili, conl’energia solare a fare la parte del leone, in particolare grazie ai bassi costi di produzione dei nuovi impianti. Proprio l’energia prodotta da pannelli solari darà prevedibilmente luogo ad una crescita costante, tale da sottrarre importanti fette di mercato al carbone sino a diventare intorno al 2040 la principale fonte energetica mondiale. Mentre l’energia eolica è a sua volta destinata a crescere di ben 15 volte rispetto ai volumi che riesce a conseguire attualmente.

Anche l’utilizzo di petrolio è però destinato a crescere

Sull’altro piatto della bilancia occorre però mettere la crescita del petrolio, il quale non perderà il suo ruolo fondamentale all’interno del paniere energetico predisposto dai singoli Paesi. A sostenere questa crescita sarà in particolare la prevista diffusione di veicoli con motore termico nei Paesi in via di sviluppo, una tendenza la quale potrebbe essere contrastata soltanto da quella dei mezzi elettrici. Una prima frenata nell’estrazione e produzione di idrocarburi avrà luogo soltanto dal 2030, portando ad una stabilizzazione della domanda di petrolio.

Per poter avere risultati più rapidi sarebbe quindi necessaria l’assunzione di decisioni drastiche da parte dei governi, con il sostegno in particolare al trasporto pubblico e allo sviluppo di veicoli elettrici. Ove ciò non avvenisse le esortazioni di Greta Thunberg e del composito fronte che si muove dietro all’adolescente svedese sembrano destinate a restare inascoltate. Con possibili esiti disastrosi, considerato come lo stesso organismo dell’OCSE, spesso criticato dagli ambientalisti, affermi che in assenza di provvedimenti in tal senso la catastrofe sia praticamente dietro l’angolo.