Autore: Stefano Calicchio

Crisi economica

Emergenza Coronavirus: divieti, misure e provvedimenti dell’8 marzo per la Lombardia e altre 14 province

Il governo avvia una nuova stretta per contenere l’emergenza Coronavirus con un decreto firmato nel corso della notte tra il 7 e l’8 marzo 2020. Forte impatto sulle attività economiche, ecco tutto quello c’è da sapere al riguardo.

Proseguono gli interventi restrittivi decisi dall’esecutivo al fine di porre un freno alla diffusione del Coronavirus ed alla relativa emergenza sanitaria. Alle 3,22 della scorsa notte è arrivata la firma sulla bozza definitiva del decreto governativo riguardante le misure chiave approvate, assieme ai consigli di salute e igiene pensati per evitare il contagio.

Oltre a diversi specifici divieti, continuano a restare in essere le regole di igiene generale e di buon senso già suggerite negli scorsi giorni, come lavarsi spesso le mani o evitare di stare a contatto con persone che presentano i sintomi della malattia. Chiaramente, provvedimenti maggiormente restrittivi sono stati presi per le zone che vengono considerate maggiormente a rischio. L’impatto sulle attività economiche resta ovviamente importante e difficile da quantificare.

Coronavirus: i provvedimenti per le zone considerate maggiormente a rischio

Nel decreto viene innanzitutto circoscritta l’area dove le misure restrittive risultano maggiormente severe, al fine di contenere il contagio. Tra queste rientrano la Regione Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano - Cusio - Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia.

Le regole approvate nella scorsa notte richiedono di evitare ogni spostamento in entrata ed in uscita dai territori, a meno di comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità legate alla salute. Viene permesso il rientro presso il proprio domicilio. Qualora si presentino sintomi influenzali vi è la raccomandazione di restare a casa.

Le persone in quarantena sono invece soggette al divieto assoluto di mobilità. Risultano inoltre sospesi eventi e competizioni sportive, mentre si raccomanda ai datori di lavoro di consentire la fruizione di permessi e ferie. Chiusi inoltre impianti da sci, cinema, teatri, pub, sale scommesse e discoteche. Rimangono ferme anche le università (seppure è consentita l’attività di e-learning).

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Vengono sospese cerimonie civili e religiose (funerali compresi), mentre i luoghi di culto sono aperti solo mantenendo la distanza di un metro tra i presenti. Chiusi infine anche i musei e tutti gli altri istituti di stampo culturale. Bar e ristoranti possono mantenere aperto dalle ore 6 alle ore 18, rispettando le regole di sicurezza. I concorsi pubblici sono rimandati.

Restano inoltre aperte le attività commerciali, seppure con ingressi frazionati in modo da evitare l’assembramento. Il DPCM prevede inoltre la sospensione dei congedi ordinari per il personale medico e sanitario e la chiusura nelle giornate prefestive e festive delle medie e grandi strutture di vendita, fatto salvo farmacie, parafarmacie e negozi di generi alimentari. Infine, rimangono chiuse palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere e centri termali.

Emergenza COVID-19: cosa prevede il decreto governativo per l’Italia

Per quanto concerne il resto del Paese si fissano misure meno restrittive, ma comunque severe, a partire dallo stop a congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali. Risultano sospese le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura, sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, discoteche e locali assimilati.

Restano inoltre chiusi musei e istituti di cultura, mentre lo svolgimento delle attività di bar e ristorazione dovrà far rispettare le regole di contenimento. Risultano inoltre sospesi gli eventi e le competizioni sportive, mentre restano chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado. Limiti anche agli accompagnatori dei pazienti nelle sale di attesa dei pronto soccorso, mentre resta confermato il divieto di mobilità assoluto per le persone in quarantena.

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