Autore: Giacomo Mazzarella

Elezioni politiche

Elezioni settembre 2020, ecco la guida dettagliata: perché, dove e come si vota

Regionali, comunali e referendum sul taglio dei parlamentari, il 20 e 21 settembre primo appuntamento elettorale per gli italiani post lockdown.

Il 20 e 21 settembre prossimo, gli italiani saranno chiamati alle urne. Si tratta del primo appuntamento elettorale dopo la grave situazione epidemiologica del coronavirus, dopo il lockdown e l’emergenza sanitaria. Il governo ha scelto di indire un autentico election day, perché di fianco alle votazioni per il rinnovo dei Consigli Regionali e Comunali di alcune Regioni e di alcuni Comuni, in tutta Italia si voterà per il referendum sul taglio dei parlamentari. Vediamo nel dettaglio dove, come e perché si vota.

Elezioni 20 e 21 settembre, perché si vota, dove si vota, le date, gli orari e le istruzioni

Saranno chiamati alle urne domenica 20 e lunedì 21 settembre, tutti i cittadini e le cittadine italiane aventi diritto al voto per votare Si o No al Referendum sul taglio dei parlamentari. Inoltre saranno chiamati a votare per il rinnovo delle amministrazioni locali, i cittadini residenti in 7 Regioni Italiane e in 962 Comuni italiani.

Mancano pochi giorni alla chiamata elettorale, primo appuntamento con le urne post lockdown. A dire il vero la tornata elettorale era prevista per la scorsa primavera, ma tutto fu posticipato a causa della terribile emergenza epidemiologica del Covid.

Sono oltre 51 milioni gli elettori chiamati a votare in questi due giorni elettorali e di questi 18 milioni voteranno anche per il rinnovo dei consigli Regionali e Comunali. Le urne resteranno aperte dalle ore 7:00 di domenica 20 settembre alle ore 23:00 di lunedì 21 settembre. Lo spoglio delle schede, sia per il referendum che per le Regionali e le Comunali dei luoghi in cui si vota anche per questo, inizierà subito dopo la chiusura dei seggi.

Il referendum, SI per il taglio dei parlamentari, No per far restare il Parlamento come Costituzione prevede

Il Referendum a cui sulla carta, potranno votare più di 51 milioni di elettori ed elettrici riguarda il taglio dei parlamentari di Senato e Camera dei Deputati. Con la vittoria del SI vincerebbe il taglio dei parlamentari, con il NO tutto resterebbe invariato ad oggi, con le due Camere che numericamente resterebbero ancorate a quanto prevede la nostra Carta Costituzionale.

Con il SI i Deputati di Montecitorio passerebbero da 630 a 400, mentre i Senatori di Palazzo Madama scenderebbero da 315 a 200. Con la vittoria del SI il numero di Senatori a Vita in carica sarebbe limitato a massimo 5 per volta.

Le elezioni amministrative, in quali Regioni e in quali importanti città si vota

In 962 Comuni il 20 e 21 settembre si cambiano i sindaci e i consigli Comunali. Tra i 962 Comuni Italiani che devono rinnovare i Consigli Comunali, ci sono 18 Capoluoghi di Provincia di cui tre anche 18 Capoluoghi di Regione. Inoltre per le amministrative, si vota anche il rinnovo di 7 consigli Regionali per altrettante Regioni dello Stivale, alcune delle quali molto importanti dal punto di vista politico.

Come dicevamo, si vota in 3 capoluoghi di Regione che sono Venezia, Trento e Aosta. Per quanto riguarda i 18 capoluoghi di Provincia, oltre ai tre prima citati che sono anche capoluoghi di Regione, si vota, in rigoroso ordine alfabetico ad Agrigento, Andria, Arezzo, Bolzano, Chieti, Crotone, Enna, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Matera, Nuoro, Reggio Calabria e Trani. Per le Regionali invece urne aperte in Campania, Marche, Toscana, Liguria, Veneto, Puglia, Valle d’Aosta (a statuto speciale).

Come si vota, le schede, i colori delle schede e le modalità di espressione del voto

Per votare bisogna presentarsi al seggio elettorale in cui si è iscritti. Al seggio bisogna recarsi con tessera elettorale valida, documento di identità non scaduto e come consuetudine è severamente vietato portare nel seggio apparecchi atti a fotografare e riprendere le operazioni di voto, come anche il semplice smartphone.

Per le elezioni Comunali si è deciso di predisporre una scheda azzurra. In base alla dimensione del Comune dal punto di vista degli abitanti, e cioè a seconda che il Comune sia sotto o sopra 15.000 abitanti, si vota tracciando un segno sul candidato sindaco o sulla lista collegata o su entrambi.

Per quanto concerne le preferenze per i candidati consiglieri, nei Comuni fino a 5.000 abitanti si può esprimere una sola preferenza, mentre in quelli superiori a 5.000 abitanti, se ne possono esprimere due. Naturalmente come consuetudine, per la preferenza occorre scrivere il cognome del candidato che si intende votare ed in caso di omonimia di cognome anche il nome o l’iniziale dello stesso se differente dall’omonimo.

Alle Regionali invece il colore della scheda è differente da Regione a Regione. In Liguria sarà rosa, Campania, Marche, Toscana e Puglia hanno optato per una scheda arancione e in Veneto e Valle D’Aosta si voterà con scheda verde. I nomi dei candidati sono già scritti sulla scheda. E’ sufficiente tracciare un segno sui nomi dei candidati preferiti. Si possono anche in questo caso esprimere le preferenze per i candidati al Consiglio Regionale esprimendone una o due al massimo.

La scheda del Referendum confermativo sul taglio dei parlamentari sarà di colore verde acqua. Questo il motivo per cui molte Regioni dove si vota hanno scelto di cambiare colore rispetto al verde originariamente previsto (per evitare confusione). Sulla scheda occorre barrare la casella con il SI o il No a seconda se si vuole o meno ridurre il numero dei parlamentari della Repubblica. Sulla scheda per il referendum c’è il quesito a cui rispondere col Si o col No, già prestampato. Il quesito è il seguente:

“Approvate il testo della legge costituzionale concernente Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?”. Si tratta di un referendum confermativo e pertanto non è necessario il quorum del 50% più uno degli aventi diritto.