Autore: Francesca Cavaleri

Ecoincentivi

Ecobonus 2020: guida a come cedere il credito

L’Ecobonus del 110% entra nel vivo. Il cittadino, che effettua ristrutturazioni ha diritto ad un credito d’imposta. E’ libero di sceglie se utilizzarlo per se, oppure cedere a terzi. Tra questi anche le banche. Ecco una guida su come procedere.

Il Superbonus (o Ecobonus 110%) è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute per determinati lavori di ristrutturazione. Tra questi rientrano le misure volte a migliorare l’efficienza energetica degli immobili. Ma anche gli interventi antisismici, l’istallazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Le spese devono essere sostenute, dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Ecobonus 110%: chi può richiederlo?

La stessa Agenzia delle entrate, in una nota sull’argomento, individua chiaramente i soggetti che possono richiedere il credito d’imposta. E sono:

  • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento;
  • Condomini;
  • Istituti autonomi case popolari (IACP) o altri istituti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di «in house providing»;
  • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • Onlus e associazioni di volontariato;
  • Associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Attraverso il bonus il cittadino può recuperare la somma spesa attraverso la detrazione in 5 anni, nella dichiarazione dei redditi. Oppure chiedere lo sconto in fattura o la Cessione del Credito di Imposta. In questo caso lo può cedere alla stessa impresa che ha eseguito i lavori. Oppure si può decidere di cederlo ad un istituto di credito.

Ecobonus 110%: la cessione alla banca

Ultimamente sono molti gli istituti di credito che si stanno allineando al concetto di cessione del credito d’imposta. Banche come Unicredit, Intesa San Paolo, BPER, Sella, hanno già nelle loro pagine web un’indicazione di come procedere.

Ad esempio Unicredit, offre una apertura di credito per anticipo contratti-fatture della durata massima di 18 mesi. Questo è possibile mediante accensione di un conto corrente a termine dedicato all’iniziativa, senza costi fissi fino a 30 operazioni.

Le somme derivanti dalla cessione del credito fiscale dovranno essere utilizzate per rimborsare la linea di credito concessa.

Intesa San Paolo offre due iniziative diverse: la cessione del credito maturato per ricevere liquidità, a seguito del completamento dei lavori e del passaggio del credito nel cassetto fiscale della banca. Oppure, il finanziamento a stato avanzamento lavori (SAL) + Cessione del credito di imposta maturato. Le somme che servono per avviare e completare gli interventi in base all’avanzamento del progetto.

Ma sono molte le banche che si stanno muovendo in tal senso. Basta andare sulle home page degli istituti, digitare ECOBONUS nella sezione di ricerca (la lente di ingrandimento) e l’offerta è visibile. Bastano davvero pochi click.

I costi da sostenere per la cessione del credito

Va subito precisato che l’operazione non è gratuita. Infatti, se da un lato è vero che le banche concedono liquidità in cambio della cessione del credito. Dall’altro trattengono una quota di spese di gestione. Anche in questo caso, però, ogni banca ha la sua spesa specifica.

Per questo motivo, la maggioranza dei siti web rimandano a contattare privatamente la banca per i dettagli dell’operazione. Pertanto, prima di aderire a questo bonus è indispensabile verificare che l’operazione convenga davvero.