Autore: B.A

Ecco tutta la verità sul Mes! Chi lo ha voluto, quando e tutto ciò che c’è da sapere

Polemiche a non finire sul Mes, soprattutto da quando è stato richiamato dall’accordo trovato all’Eurogruppo.

La crisi di questi giorni, dovuta alla pandemia per il Coronavirus è la più grande crisi sanitaria probabilmente di sempre. E lascerà in campo una altrettanto gravissima crisi economica, anche in questo caso, probabilmente la più grave dai tempi della seconda guerra mondiale. Per esempio, la crisi del 2010-2011, a confronto potrebbe sembrare adesso una inezia.

Dopo le feroci polemiche delle ultime 24 ore, con il Premier Conte che ha rinfacciato ai leader dei Partiti di Opposizione (Salvini e Meloni) di dire bugie sul Mes, e con le reazioni dei chiamati in causa, che hanno replicato per le rime al Presidente del Consiglio, occorre fare una breve cronistoria del Mes, il tanto discusso Fondo Salva Stati. Un modo per chiarire anche la mente di quanti hanno invaso letteralmente il Web e i social, con commenti pro e contro le due “fazioni” in campo. Cos’è questo Mes e chi lo ha introdotto per la prima volta?

Cos’è il Mes

Il Mes non è una novità di questa terribile fase in cui sta vivendo il mondo intero. Non è una cosa nata l’altro giorno all’Eurogruppo. Per esempio, a dicembre scorso sempre Giuseppe Conte, in Parlamento, parlò della riforma del Mes, cioè del Meccanismo europeo di stabilità. E giù, anche all’epoca, polemiche copiose, con le opposizioni, ma non solo a criticare duramente questo strumento.

Il Premier parlò di Mes al parlamento l’11 dicembre scorso, perché era alle porte il Consiglio Europeo del 12 e 13 dicembre dove l’argomento era proprio questo discusso strumento di politica economica. Ma di Mes si parla da un decennio. Eravamo più o meno nel 2010, quando ci fu uno scossone dei mercati finanziari che iniziarono a dubitare di alcuni Stati come la Grecia.

E fu proprio il Paese ellenico a chiedere l’accesso al Mes, con la Grecia che ricevette prestiti bilaterali dagli altri Paesi dell’Eurozona. In altri termini, fu la grave crisi economica europea del 2010 a far nascere il Mes. Una crisi tutta Europea, nata in casa che si è abbattuta su una economia già vessata dalla crisi Usa del biennio 2008-2009, quella dei mutui sub-prime.

La crisi del 2010

Intorno a maggio del 2010, per via dell’emergenza economica che vedeva nella Grecia lo Stato più in sofferenza, il Consiglio Europeo di Economia e Finanza, l’Ecofin, varò la creazione di due strumenti temporanei di assistenza per gli Stati membri della zona euro in condizioni finanziarie critiche.

Due strumenti transitori, di stabilizzazione finanziaria nati all’Ecofin del 9-10 maggio 2010, il tutto con lo scopo di preservare la stabilità finanziaria in Europa. Due misure nate per stare in funzione per un triennio. Le due misure erano il Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria e il Fondo europeo di stabilità finanziaria.

Entrambi questi strumenti erano nati come temporanei e sono intervenuti per aiutare Paesi come Irlanda, Portogallo e Grecia. Due misure sostituite dal Mes, che fu pensato come misura permanente. L’idea della misura stabile sarebbe dovuta entrare in funzione nel 2013, proprio al termine della sperimentazione delle due che la hanno preceduta. Nel luglio 2011, si decise per l’anticipazione di un anno per l’entrata in vigore del Mes, in operatività dal luglio 2012.

Il Trattato che ha istituito il Meccanismo europeo di stabilità è datato 2 febbraio 2012 e il Mes è diventato operativo l’8 ottobre 2012. Una firma del trattato che derivava dal Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011, che stabilì che: «Gli Stati membri la cui moneta è l’euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità».

Come andò la votazione sul Mes in Italia?

In Italia si votò un provvedimento intitolato “Ratifica ed esecuzione del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (Mes)” . In Parlamento, a Palazzo Madama, il provvedimento fu votato due mesi dopo quanto successo al Parlamento Europeo, cioè il 3 aprile 2012. Solo a luglio 2012 arrivò il via libera del Senato, e il 19 luglio alla Camera.

Erano i tempi del Governo Monti. A Montecitorio 325 voti favorevoli, 53 contrari, 36 astenuti e 214 assenti. Voto positivo di tutti i 168 deputati del Partito democratico di 83 parlamentari del Popolo della libertà, 30 dell’Unione di Centro e 14 di Futuro e libertà. Contrari tutti i parlamentari della Lega (51) e 2 del Pdl, cioè Guido Crosetto e Lino Miserotti. Il giorno della votazione, Giorgia Meloni era assente.