Autore: G.M

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Dic

Ecco le tasse che i cittadini pagano senza sapere di farlo!

In Italia le tasse sono un fardello che grava su tutti i cittadini, ma ce ne sono molte che paghiamo inconsapevolmente e più volte.

Pagare le tasse è una delle cose più antipatiche della vita di un contribuente. Il principio con il quale le tasse vengono richieste ai cittadini è nobile. La tassazione nasce per permettere alla cittadinanza tutta di godere di servizi e beni comuni e di contribuire alle spese che lo Stato deve sostenere per garantire alla collettività il pieno godimento di questi servizi e beni. Questo ciò che emerge da un interessante articolo di approfondimento del sito di informazione legale «laleggepertutti.it». Il principio che chi è più ricco paga di più è disatteso dalla realtà, con la tassazione generale che non fa sconti a nessuno, che grava sui ricchi e sui poveri.

In Italia poi, esiste il luogo comune che dice che il nostro Paese è uno di quelli dove la pressione fiscale, le tasse, le imposte e tutti i balzelli che quotidianamente vessano i contribuenti, sono ai livelli più alti. Il paradosso è che spesso, i servizi che dovrebbero essere finanziati dai soldi che i contribuenti versano, non sono così efficienti rispetto agli altri Stati, dove magari, le tasse sono più basse. Esistono poi balzelli che possono essere considerati invisibili, poiché i cittadini nemmeno si accorgono di pagare. Senza considerare poi un altro aspetto, quello della tassazione ripetitiva su un medesimo evento, come può essere il reddito prodotto dal lavoro.

Imposte duplicate

Le tasse o le imposte hanno i nomi più svariati, ma lo stesso effetto sulle famiglie, cioè la gravosità sull’economia propria. Le tasse sono il mezzo più facile che uno Stato ha per fare cassa ed da anni ormai, i governi italiani hanno continuamente inasprito questo aspetto, andando anche a duplicare le imposte. Basti pensare al più comune dei lavoratori dipendenti, che paga le tasse per il tramite del suo datore di lavoro che funge da sostituto di imposta. Ogni mese in busta paga, il lavoratore dipendente ha trattenute per l’Irpef e per le sue addizionali e lo stipendio mensile che incassa è più o meno la metà di quello che invece è iscritto in busta paga al lordo delle tasse.

Le spese sul reddito prodotto non sono le sole che gravano su questo lavoratore. Infatti, sempre sul sito di avvocati da cui è emersa questa analisi, si sottolinea come lo stipendio, che viene tassato solo per il fatto di essere prodotto, viene tassato di nuovo solo per il fatto di essere speso. La spesa al supermercato, la benzina e la rata del nuovo frigorifero acquistato tramite finanziamento, cioè le spese quotidiane che il lavoratore sostiene utilizzando il suo stipendio, sono gravate da Iva ed accise. Sempre sullo stipendio, che naturalmente si incassa su conto corrente, ci sono le spese di tenuta conto, o l’imposta sul bollo del conto corrente stesso. Altre tasse per il solo fatto di dover incassare il proprio stipendio.

I soldi di stipendio che il lavoratore riesce a risparmiare per poter un giorno, acquistare la casa, verranno tassati poi, nel momento in cui il soggetto interessato coronerà il sogno della casa di proprietà. Tassa sugli adempimenti successivi all’acquisto, per la trascrizione dei dati in catasto, per la conservazione del registro del Pubblico Catasto o per l’atto di passaggio di proprietà immobiliare. In parole povere, il reddito o lo stipendio prodotto, vengono tassati quando si producono, quando si spendono, quando si risparmiano e per finire, quando si devono mantenere in gestione beni acquistati.

Infatti anche il bene comperato con i propri soldi, come può essere la casa, ma anche una automobile, sono assoggettati alla tassazione.
l’acquisto di una casa, già tassato pesantemente alla fonte, mette il lavoratore nella condizione di dover pagare le tasse sugli immobili ogni anno. L’automobile acquistata deve essere revisionata ogni biennio, ed anche qui, Iva e accise. Senza considerare la tassa di proprietà dell’auto, il cosiddetto bollo. Perfino il televisore, acquistato con i soldi dello stipendio netto percepito (già tassato), oppure tramite finanziaria (si paga Iva e accise sul finanziamento), una volta diventato di proprietà, mette il soggetto interessato nelle condizioni di dover pagare il canone Rai.