Autore: G.M

Tasse - Agevolazioni fiscali

4
Lug

Ecco il nuovo condono: dentro Imu, Tasi, multe e bollo auto, come funziona?

Nel decreto Crescita disco verde per la rottamazione dei tributi locali di Comuni, Province e Regioni.

Una nuova sanatoria per gli Enti Locali è ciò che fuoriesce dal decreto Crescita che è appena stato convertito in legge. Per Regioni, Province e Comuni adesso c’è la possibilità, anche per loro, di sfruttare la pace fiscale. Ai contribuenti si permette così di risolvere vecchie pendenze tributarie e non tributarie e agli Enti di fare cassa. La nuova sanatoria, altrimenti d’età rottamazione riguarda quindi multe, bollo auto, Imu e Tasi. In pratica tutte le cartelle che riguardano imposte locali per le quali negli anni passati gli Enti Locali non hanno affidato la riscossione ad Equitalia prima e ad Agenzia Entrate Riscossione poi.

Si amplia la Pace Fiscale

Per le cartelle e le multe del codice della strada il governo del Premier Conte, quello a guida leghista e grillina ha prodotto rottamazione delle cartelle esattoriali e saldo e stralcio. Misure che si riferiscono a cartelle diventate esecutive e passate per l’incasso al Concessionario per la riscossione classico. Per i debiti tributari e non che Comuni, Province e Regioni avevano affidato a ditte di riscossione private invece il governo, proprio perché l’affidamento a privati del servizio di riscossione era scelta indipendente degli Enti, non ha potuto entrare con un provvedimento imposto centralmente.
Un vuoto che adesso è stato riempito dal decreto Crescita. In pratica adesso la nuova rottamazione delle imposte locali unità a quelle previste dalla manovra di bilancio per le quali sempre il Dl Crescita ha riaperto le domande fino al 31 luglio, rendono la Pace Fiscale allargata a tutti i tipi di cartelle.

Eliminate discriminazioni tra contribuenti

Agli Enti Locali che utilizzavano società private per le riscossioni, cioè con le ingiunzioni Di pagamento e non con i ruoli la Pace Fiscale lasciò loro libera scelta. In pratica, ogni singola amministrazione comunale o provinciale o regionale, poteva diventare se permettere ai loro contribuenti di sfruttare la Pace Fiscale o meno anche per debiti derivanti da entrate tributarie e imposte locali non di competenza di Equitalia o di Agenzia delle Entrate Riscossione. Adesso viene risolto tutto ed eliminate tutte le differenze di trattamento tra i contribuenti sui quali pendeva la scelta del proprio Comune piuttosto che della propria Regione.

Come funziona questa sanatoria

La sanatoria ricalca in tutto quanto previsto dalla legge di Bilancio 2018 e cioè dentro tutte le cartelle e le ingiunzioni di pagamento dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2017. tutte le imposte locali quindi finiscono nel calderone della Pace Fiscale. Esclusi soltanto alcuni debiti che possono essere in capo ai contribuenti come lo sono per esempio, cartelle relative a recupero di aiuti di Stato illegittimamente incassati, debiti provenienti da sentenze di condanna della Corte dei Conti e le sanzioni penali.
Anche per i tributi locali ciò che viene abbuonato al contribuente sono le sanzioni e gli interessi. Adesso ogni Comune (la maggior parte dei tributi locali in sanatoria appartengono proprio a questi Enti) ed ogni Regione dovrà dotarsi, come lo stesso decreto Crescita prevede, delle regole che ogni contribuente interessato deve rispettare per aderire alla sanatoria. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della sanatoria e quindi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, gli Enti dovranno deliberare sulle scadenze delle domande, sul numero di rate offerte (la legge prevede il limite massimo per chiudere i debiti per settembre 2021), sulle modalità di presentazione delle istanze e su tutto quello che riguarderà la sanatoria.