Draghi, priorità scuola: prolungamento anno scolastico e stop a cattedre vuote

Draghi, priorità scuola: prolungamento anno scolastico e stop a cattedre vuote

Iniziano ad emergere alcuni punti di quello che potrebbe essere il programma del nuovo governo presieduto da Mario Draghi

Mario Draghi riparte dalla scuola. O meglio: anche dalla scuola. Il premier incaricato, secondo quanto inizia ad emergere, ha messo l’istruzione nel mirino. L’intenzione sembra essere quella di prestare un’attenzione particolare al settore che si occupa di formare le nuove generazioni.

Soprattutto in questa fase dove le circostanze fanno emergere il dato secondo cui, tra i grandi paesi europei, l’Italia è quella che ha tenuto di più gli studenti a casa in ragione dell’emergenza coronavirus.

Un presupposto che, qualora e come pare dovesse insediarsi il governo Draghi, porterà alla definizione e all’attuazione di linee strategiche nel medio e lungo termine. Il calendario scolastico e il focus sulle cattedre vacanti dovrebbero rappresentare i punti cardine dei primi interventi.

Draghi, scuola al centro del programma: il perché

In questi mesi, per forza di cose, si è parlato soprattutto di trasporti legati alla scuola, di norme anti-contagio e di necessità di rendere gli istituti ambienti sicuri al tempo della pandemia. Il rischio è che si sacrifichi la formazione, finendo per generare dei gap formativi nei giovani che l’Italia rischia di pagare nel lungo termine.

Per capire quello che è il pensiero di Draghi sui giovani, occorre partire da un suo discorso . Quello che fece nel 2020 a Rimini. «I sussidi - disse - finiranno e se non si è fatto niente, resterà la mancanza di una qualificazione professionale che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito».

Parole che, in maniera inequivocabile, segnalano l’intenzione di puntare sulla formazione dei giovani come il più efficace tra gli strumenti tesi a dare un futuro positivo a generazioni che potrebbero pagare dazio a circostanze storiche sfavorevoli, come una pandemia è.

E quando si parla di formazione la base di tutto è la scuola. Quella che, per forza di cose, ha provato ad andare avanti, nonostante tutte le limitazioni derivanti dalla necessità di mettere da parte le lezioni in presenza.

Draghi, scuola in estate come prima soluzione

L’idea di Draghi che starebbe al momento emergendo è che si sarebbero perduti troppi giorni di scuola. Questo diventa la base di un discorso che potrebbe portare a provvedimenti validi nel breve termine. L’ormai probabile insediamento del governo Draghi potrebbe, infatti, fare da preambolo ad un allungamento del calendario scolastico.

In sostanza nelle idee del premier incaricato si sta facendo strada l’ipotesi di tenere gli istituti scolastici aperti fino al 30 giugno. Su questi punti andrà comunque definita una strategia dettagliata, confrontarsi con le parti interessate da un provvedimento di questo tipo e valutare se si potrà operare nella direzione che le prime indiscrezioni indicano.

Draghi pensa alla scuola anche dopo il 30 giugno

Al di là, però, di quelle che saranno le mosse operative messe in campo per l’anno scolastico in corso, ci sarebbe intenzione di muoversi in maniera concreta per organizzare il prossimo. In particolare ci sarebbe nelle mire di Draghi l’intenzione di evitare che, a settembre, ci si trovi con delle cattedre vacanti. Si tratta di progetti che naturalmente si tradurranno nella necessità di investimenti e che potrebbero portare all’assunzione di nuovi insegnanti.

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