Autore: Giacomo Mazzarella

Mario Draghi - Governo

Draghi Premier: il M5S diviso sul nuovo governo, le posizioni dei grillini

Su Draghi Premier forse è il Movimento 5 Stelle ad essere più combattuto e lo dimostrano alcune dichiarazioni di ieri, piuttosto contrastanti

Beppe Grillo dopo settimane di silenzio è tornato a parlare. Uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle, in silenzio durante il triste scenario delle consultazioni prima di Conte e poi di Fico, ieri, alla notizia di Draghi incaricato Premier dal Capo dello Stato Mattarella ha detto la sua, sposando la linea rigida di un altro front man dei grillini, adesso non Parlamentare ma comunque personaggio di spicco, Alessandro Di Battista.

La linea è quella di o Conte o voto e Grillo ieri ha rinnovato la fedeltà al Presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe Conte. Nonostante la figura di Mario Draghi sia di quelle imponenti e di spicco, la situazione per un eventuale suo governo, che sia istituzionale, tecnico o del Presidente, tutte definizioni che circolano adesso, è ancora in alto mare.

Bisogna vedere cosa farà il Centrodestra, con Forza Italia probabilmente più vicina all’appoggio a Draghi rispetto a Lega (che però ieri ha dato l’impressione di essere possibilista) e Fratelli d’Italia. Ed alla fine potrebbero essere i grilini l’ago della bilancia, perché sondaggi e calo di consenso a parte, restano la forza parlamentare con più numeri sia alla Camera che al Senato.

Le divisioni del M5S minano il nuovo governo Draghi?

Puoi avere la squadra di governo pronta, puoi chiamare qualsiasi personalità esterna a fare il Ministro, ma la Repubblica Italiana è parlamentare ed ogni provvedimento deve passare dal Parlamento. Forse in questi mesi di pandemia molti lo hanno dimenticato visti i Dpcm di Conte che per via dell’emergenza spesso hanno scavalcato Camera e Senato, ma per ogni provvedimento servono i numeri, serve una maggioranza.

Se per Conte il problema era solo il Senato, senza il Movimento 5 Stelle, se non c’è appoggio anche dal Centrodestra, Draghi potrebbe avere problemi pure alla Camera. Ecco perché il Movimento 5 Stelle può essere l’ago della bilancia. Ma all’interno del Movimento ci sono posizioni diverse, con alcune frange che sembrano poco propense a dire di si al governo Draghi.

In barba alle dichiarazioni rese durante la crisi di governo aperta da Renzi o quando si fece il governo Conte bis, il voto che prima era una sciagura nazionale, che non si poteva fare per colpa del virus, adesso è una possibilità. Non è che ne escano bene di fronte all’opinione pubblica se davvero adesso si fa marcia indietro sul fatto che sarebbe meglio votare.

Ma come, fino a ieri si è provato in tutti i modi ad evitare le elezioni, tornando pure a parlare con Renzi pur di scongiurare il voto, e adesso solo perché Conte è stato sostituito da un governo tecnico si può andare al voto? E il bene del paese?

La legislatura in corso tutto ha fatto tranne che dare un senso di appartenenza, non solo ai propri partiti ma anche alle proprie idee. Sono state tantissime le retromarce e i cambi di casacca e idee. Tutto quindi è possibile, anche se continuando così la distanza tra cittadini e politica diventa sempre più grande.

Le dichiarazioni dei grillini

Ieri il Movimento 5 Stelle ha partecipato all’incontro con Pd e Leu in videoconferenza. E come riporta Repubblica, la tensione all’interno dei pentastellati cresce sempre di più. Alessandro Di Battista, che sembra a capo di una frangia importante del Movimento ha già sottolineato il fatto che adesso non si può cedere sulla fiducia al governo Draghi.

Ed anche il capo politico Vito Crimi, ha chiuso ad un appoggio al governo presieduto dall’ex numero uno della Bce, aprendo pure ad un voto sulla piattaforma Rousseau. Molte cose fatte in questi mesi nel M5S non sono passate dalla famosa piattaforma degli iscritti al Movimento, forse colpevolmente inutilizzata in questi mesi di pandemia, ma adesso la situazione potrebbe richiedere nuovamente il voto della base dle movimento.

«Quella del voto su Rousseau è una ipotesi da non trascurare. Ovviamente dico ipotesi perché dobbiamo aspettare che prima ci sia un contenuto reale da sottoporre, votare su una persona soltanto mi sembra riduttivo», queste le parole di Crimi. Per Luigi Di Maio invece, “bisogna rimanere compatti su un governo politico. Il Movimento è la mia casa, non me ne vado. Il nostro dovere è andare e ascoltare, ma non torniamo indietro. Molti scommettono su una nostra scissione. Nessuno pensi di dividerci".

Resta il fatto che ieri dai grillini è emersa l’intenzione di non lasciare da parte l’alleanza con Pd e Leu. E se queste forze politiche, se come sembra, diranno di si a Draghi, come si comporteranno i grillini? Le consultazioni del Premier incaricato Draghi adesso faranno luce su questi dubbi e queste incertezze.