Dpcm dopo Pasqua, Salvini: «Non è più tempo di allarmi preventivi»

Dpcm dopo Pasqua, Salvini: «Non è più tempo di allarmi preventivi»

Il 6 aprile scade il Decreto che fa valere le misure restrittive fino a Pasqua, a partire dal 7 sarà in vigore quello nuovo e i cui dettagli saranno oggetto di discussione nei prossimi giorni.

Dopo Pasqua, a partire dal 7 aprile per l’esattezza, sarà necessario un nuovo Dpcm o un nuovo decreto per le nuove misure di contenimento. Il Covid c’è ancora. I dati del bollettino parlano chiaro. Ci sono più di tremila persone in terapia intensiva e continuano ad esserci centinaia di morti al giorno. Numeri che potrebbero imporre una linea prudenziale al governo presieduto da Mario Draghi, dove, però sarà necessario un confronto per individuare la linea da seguire.

Nuovo Decreto, il punto della situazione

Per capire quello che accadrà dopo Pasqua e quali riaperture potranno esserci occorre fare il punto della situazione:

  • nei giorni scorsi il ministro Speranza ha detto che sarà mantenuta la divisione del Paese in base ai colori che inquadrano la situazione di rischio epidemiologica
  • a livello mediatico si sta facendo strada l’ipotesi di una prosecuzione della stretta dopo Pasqua, con lo stop alle zone gialle che potrebbe durare per due, tre o quattro settimane (ogni durata è solo un’ipotesi)
  • le riaperture a cui si punta di più dopo Pasqua sono quelle delle scuole, con particolare riferimento a materne ed elementari anche in zona rossa

Nuovo Dpcm o decreto? Salvini parla di «calendario di riaperture»

Misure così prudenziali potrebbero, però, non essere accettate a cuor leggero da tutte le forze politiche che compongono la larga maggioranza che sostiene il governo presieduto da Mario Draghi. O quantomeno non l’idea che già da ora si possa immaginare chiusure a lungo termine. In tal senso risultano significative le parole di Matteo Salvini all’Ansa rispetto all’idea che gli scienziati potrebbero non essere favorevoli a riaperture a stretto giro di posta.

«Non è - ha evidenziato il leader della Lega - più tempo di allarmi preventivi. Ci facciano vedere i dati, ci ragioniamo. Le indicazioni sono fortunatamente positive dalla maggior parte delle zone d’Italia, quindi avere in testa un calendario di riaperture e di ritorno alla vita, allo sport, allo scuola, all’attività dei troppi negozi chiusi nel mese di aprile, secondo me è fondamentale». Dalle parole del leghista emerge quantomeno la necessità di avere un cambio di prospettiva, ossia di iniziare a chiedersi cosa e quando aprire e non cosa chiudere o tenere chiuso.

Stop zona gialla anche dopo Pasqua

Posticipare la reintroduzione della zona gialla equivarrebbe a tenere, ad esempio, chiusi bar e ristoranti fino al momento in cui verrebbe reintrodotta. Resterebbero, ovviamente, per le attività di ristorazione la possibilità di operare con l’asporto e la consegna a domicilio sia in zona rossa che in arancione.

Tuttavia, occorre precisare che, ad oggi, tante grandi regioni sono in rosso e per ogni settimana in cui l’incidenza dei casi supera i 250 per 100.000 abitanti occorrerà aspettare che non sia così per le successive due affinché si possa scalare in fascia arancione. Sono già, infatti, diverse le regioni che sono certe di restare in rosso quantomeno fino al 12 aprile.

Rispetto al capitolo riaperture il discorso che nei prossimi giorni potrebbe superare un’accelerata è quello relativo alle scuole. Riportare, anche in zona rossa, bambini di materne ed elementari tra i banchi è una priorità del governo. E si sta studiando una strategia che possa favorire il controllo ed il tracciamento. Tra le ipotesi c’è quella dei tamponi salivari con cadenza settimanale.