Dopo Pasqua riaperture più lontane? La situazione di bar, ristoranti e palestre

Dopo Pasqua riaperture più lontane? La situazione di bar, ristoranti e palestre

Il 7 aprile ci sarà un nuovo Dpcm o un nuovo decreto, ma ad oggi la situazione non pare lasciare spazio alle riaperture già da quel momento. Tuttavia, per capire i dettagli delle decisioni che si prenderanno occorrerà aspettare ancora qualche giorno.

Dopo Pasqua quali riaperture ci saranno? È una domanda che coinvolge settori significativi: bar, ristoranti, pizzerie, pub, palestre, piscine. Ambienti che oltre a rappresentare contesti sociali significativi, sono anche settori economici importanti per chi lavora e per l’indotto.

La prima data da tenere presente è quella del 6 aprile. Il giorno dopo Pasquetta sarà, infatti, l’ultimo giorno in cui saranno in vigore il Dpcm ed il decreto che regolano le restrizioni anti-Covid di questo periodo. Non ci sono dubbi sul fatto che arriverà un nuovo provvedimento ed è praticamente certo che continuerà a prevedere una divisione del territorio in fasce di rischio.

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Riaperture dopo Pasqua, come stanno le cose

Al momento, come è noto, l’Italia è fatta unicamente di regioni in zona rossa ed altre in zona arancione. La zona gialla fino alla scadenza citata è sospesa, poiché la si riteneva una fascia con misure di contenimento non sufficienti a contrastare l’evoluzione epidemiologica che si stava profilando. Anche per effetto delle varianti.

In entrambe le fasce epidemiologiche è prevista la chiusura di bar e ristoranti. Possono, cioè, lavorare solo con l’asporto e la consegna a domicilio. Affinché le attività di ristorazione riaprano è necessario che un territorio abbia quantomeno lo status di zona gialla. In quel caso possono prestare servizio in loco dalle 5 alle 18.

Bar e ristoranti, perché le riaperture non sono così vicine

Ma cosa accadrà a partire dal 7 aprile? Le prime indiscrezioni che iniziano ad emergere è che la situazione epidemiologica starebbe portando a valutare, a scopo prudenziale, il prolungamento dello stop alla zona gialla nel nuovo decreto o Dpcm. L’Italia si troverebbe così ad essere unicamente rossa o arancione. Si immagina che questa scelta possa essere prorogata per un periodo limitato: c’è chi parla di due, chi di tre e chi di quattro settimane.

L’obiettivo è, verosimilmente, arrivare il più possibile vicini al mese di maggio con una curva dei contagi in discesa e approfittando dei possibili effetti benefici della progressione della campagna vaccinale. Sui dettagli della scelta potrebbe comunque intervenire la mediazione in una possibile interlocuzione a livello politico che potrebbe coinvolgere le diverse anime del governo.

Non bisogna comunque dimenticare che le regioni oggi in zona rossa prima di poter sbarcare in zona gialla avrebbero bisogno di un significativo miglioramento del quadro epidemiologico. La discussione sarebbe, dunque, per molte aree comunque a lungo termine.

Riaperture palestre e piscine, gli scenari sono chiari

Le attività di ristorazione per quanto pronte a fa rispettare tutti i protocolli necessari, vengono considerate un luogo dove si innalza il livello di contatti umani a rischio. Bar e ristoranti sono, infatti, ambienti dove secondo gli esperti si passa la maggior parte del tempo senza mascherina e questo, al di là delle limitazioni relative alla composizione e alle distanze tra i tavoli, viene considerato un fattore che innalza il rischio.

Va anche peggio a palestre e piscine. Si tratta di attività che non possono aprire neanche in zona gialla e l’unica possibilità che possano riprendere a lavorare è che la regione dove risiedono sia bianca, che abbia cioè al massimo 50 casi di Covid settimanali ogni 100.000 abitanti.

Scenari, al momento, abbastanza lontani praticamente in tutto il Paese. E se bar e ristoranti vedono allontanarsi una possibile riapertura stando alle prime indiscrezioni, le aperture di palestre e piscine sono sempre diversi passi più lontani del nuovo via alle attività di ristorazione.

Tuttavia, non è da escludere che in previsione della scadenza del 6 aprile possa aprirsi uno spiraglio relativo, ad esempio, a possibili attività individuali. Occorrerà, comunque, attendere il confronto tra il governo ed i tecnici per capire se potranno esserci i margini per quella che al momento va considerata come ipotesi giornalistica. La priorità, in ogni caso, il governo pare darla alle scuole e a indirizzare qualsiasi scelta sarà comunque il trend del quadro epidemiologico che si paleserà nei prossimi giorni.