Digital Green Pass: nuovi dettagli sul passaporto sanitario europeo

Digital Green Pass: nuovi dettagli sul passaporto sanitario europeo

In un tweet la presidente della Commissione Europea ha invitato il Consiglio Europeo, il Parlamento Europe ad adottare la proposta e i paesi europei ad attrezzarsi per servirsene

Digital Green Pass o passaporto sanitario. L’etichetta non fa la differenza, ma la funzione sì. Si tratta di una sorta di «patente» che permetterà a chi avrà i requisiti per ottenerlo di viaggiare liberamente per i paesi dell’Unione Europea.

Nelle ultime ore sono arrivate una serie di uscite ufficiali che dimostrano l’intenzione di puntare su uno strumento che potrà, se adottato, salvare la stagione estiva, permettendo viaggi a chi va in vacanza, evitando le quarantene previste passando da un paese all’altro o altri protocolli finalizzati a tutelare la salute pubblica.

Di certo c’è che la Commissione Europea pare avere le idee chiare sul modus operandi, sarà da valutare quale sarà la posizione degli stati membri.

Passaporto sanitario Ue: il tweet di Ursula von der Leyen

Significativo è, ad esempio, il tweet apparso sul profilo ufficiale della presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen. Quest’ultima ha chiarito come il Digital Green Pass permetterà di riprendere a viaggiare «in maniera sicura e libera» all’interno dell’Unione Europea.

«Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è renderlo operativo entro questa estate». «Invito - ha aggiunto - quindi il Parlamento europeo e il Consiglio ad adottare la nostra proposta e i paesi dell’UE a creare senza ritardi le infrastrutture necessarie!». Da notare il punto esclamativo finale, che sembra quasi voler essere uno sprone rispetto alla voglia di mettere in campo il sistema al più presto possibile.

La stessa Ursula von der Leyen ha pubblicato il suo commento ritwittando un post apparso sulla pagina ufficiale della Commissione Europea. «Il Digital Green Certificate - si legge nel testo rilanciato dalla presidente - garantirà alle persone di viaggiare in sicurezza all’interno dell’Unione Europea quest’estate. Saranno validi in tutti i paesi dell’Ue e includeranno solo informazioni essenziali e dati protetti».

Arrivano, poi, conferme si può dire ufficiali rispetto a chi può aspirare ad avere il Digital Green Pass, ossia:

  • Chi ha ricevuto un vaccino
  • Chi ha avuto test negativo molto recente
  • Chi è guarito dal Covid

Il certificato si concretizza un Qr code che chiunque potrà avere sia in formato cartaceo che in digitale sul proprio smartphone. Avrà una firma digitale per evitare falsificazioni.

Il video che spiega le caratteristiche del passaporto sanitario sottolinea che non ci sarà un database europeo che raccoglierà queste informazioni e non ci sarà alcun tipo di scambio relativo ai dati personali. La Commissione Europea ha annunciato che costruirà un «gateway» e aiuterà gli stati membri a sviluppare un software per scannerizzare i codici e controllarli. In tal modo ogni cittadino europeo in viaggio potrà essere trattato come un cittadino a casa.

In attesa di capire quali saranno gli sviluppi di questa proposta, per la quale la Commissione Europea intende andare molto veloce, viene automatico immaginare che uno strumento di questo tipo potrebbe essere adottato, ad esempio, per dare accesso a eventi con tante persone.

C’è stata, inoltre, una dichiarazione del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e portavoce del Cts Silvio Brusaferro. Quest’ultimo, intervistato da Repubblica (edizione 1 aprile 2021), ha risposto ad una precisa domanda sul passaporto vaccinale. Attenzione a non confonderlo con il Digital Green Pass o con un pass sanitario sebbene ci siano dei tratti comuni da tenere presente in relazione a chi ha avuto somministrato il vaccino.

«La discussione - ha detto Brusaferro - su quale debba essere la natura di questo strumento è aperta. Le soglie di copertura sono un elemento importante e poi non ci scordiamo che le conoscenze sull’efficacia del vaccino rispetto all’infezione sono in divenire, così come quelle sulla durata della copertura. Con più dati ragioneremo meglio sul tema passaporto».