Autore: Giacomo Mazzarella

Fisco

Dichiarazione dei redditi, rischi penali per i contribuenti

Sanzioni pesanti anche penalmente per chi non adempie correttamente.

Nuovi rischi penali per i contribuenti italiani. È quello che viene previsto da quest’anno, in base a ciò che il governo ha varato a fine 2019. Sanzioni molto pesanti per l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, per fatture false o per la dichiarazione infedele o fraudolenta.

Nuovi reati per contribuenti che presentano una dichiarazione dei redditi fraudolenta o per chi non la presenta proprio. Nuove norme, nuovi reati e pure nuove sanzioni, per il debutto delle novità che partono proprio adesso, quelle sui reati tributari, per le dichiarazioni Iva e dei redditi.

Pene di una severità senza precedenti

Il sito «leggepertutti.it» parla di pene severissime per i reati tributari, pene che per durezza e sanzioni, sono di portata simile a quelle relative ai reati terroristici. Dichiarazioni dei redditi e dichiarazioni Iva quindi, vanno prodotte con assoluta cautela, i rischi sono enormi. Partiamo da un promemoria sulle scadenze di questi adempimenti, visto che tra gli inadempimenti che minacciano i contribuenti, c’è quello dell’omessa dichiarazione.

Il 30 giugno scorso è scaduto il termine per la presentazione della dichiarazione Iva. Il 30 settembre invece scade il termine per la presentazione del 730 (scadenza posticipata per il Covid), mentre il 30 novembre scade quella relativa al modello Redditi Pf.

Per l’omessa dichiarazione dei redditi o in caso di imposta evasa e ritenute non versate per più di 50mila euro, si rischia una pena detentiva che va da 2 a 5 anni. La leva è da considerare per ciascun periodo di imposta e per singola imposta.

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Si rischia davvero il carcere

La dichiarazione che invece, contiene false fatture o false dichiarazioni, evidentemente prodotte al fine di evadere il fisco, adesso viene considerato un reato che per severità, sotto il profilo sanzionatorio supera l’atto terroristico o il sequestro di persona. Pene severe quindi, che scattano con una evasione di poco superiore ai 20mila euro.

Naturalmente è meno severa la pena per chi produce una dichiarazione infedele, non dichiarando redditi ed altri elementi attivi su cui pagare le tasse o portando in deduzione costi inesistenti.

Nello specifico, il reato di dichiarazione infedele scatta quando l’imposta evasa supera 100.000 euro. In alternativa, è considerato reato quando l’ammontare degli elementi attivi sottratti all’imposizione o l’indicazione fraudolenta di elementi passivi inesistenti, supera produce uno scostamento del 10% dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione. La pena prevista in questi casi è da 2 a 4 anni di carcere, arresti domiciliari e divieto di espatrio.

Dichiarazioni fraudolente, anche 8 anni di carcere

Si entra nella sfera della dichiarazione fraudolenta, quando si adottano documenti per operazioni inesistenti. In questi casi, viene prevista la reclusione da 4 a 8 anni. La fattispecie di situazione è quella delle fatture false, ma alla stregua di queste vengono considerate anche le note spese. Se l’importo degli elementi passivi fittizi è inferiore a 100mila euro, è prevista l’attenuante della reclusione da 18 mesi a 6 anni.