Autore: G.M

Governo - Legge

6
Ago

Decreto sicurezza bis è legge! Ecco tutti i punti salienti

Il decreto che stava così a cuore a Matteo Salvini ha ottenuto il via libera del Senato

«Salvini ha vinto», questi i titoli dei giornali dopo che il Senato ha dato l’ok al decreto sicurezza bis ieri sera a Palazzo Madama. Un pensiero condiviso da molti addetti ai lavori e non, come il segretario del PD Zingaretti che ha parlato di M5S schiavo del Ministro dell’Interno e leader della Lega. Il decreto sicurezza bis infatti è un provvedimento su cui il Vice Premier Matteo Salvini si è speso molto e da molto tempo. Sul decreto il governo ha deciso di mettere il voto di fiducia e per questo che l’esito del voto in Senato è sembrato subito scontato. Ma cosa cambia davvero con le nuove norme che il decreto impone?

Decreto sicurezza bis: questione migratoria

Quando si parla di sicurezza di questi tempi il connubio con le Ong, i gommoni, gli scafisti ed i migranti e all’ordine del giorno. Naturalmente il decreto riguarda anche altre cose, ma sui porti e sugli sbarchi le novità sono molto importanti.

Salvini ha subito commentato soddisfatto l’esito del voto in Senato dicendo, «da oggi meno Carola» con esplicito riferimento al caso della Sea Watch 3 e del suo capitano Carola Rackete che ha riempito la cronaca per il suo attracco illegale a Lampedusa. Il decreto comunque consta di 18 articoli che vanno dalla questione migratoria alla gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni di protesta e sportive.

In materia migranti il provvedimento stabilisce che il Ministro dell’Interno e quindi attualmente Salvini, adesso potrà limitare o vietare l’ingresso, il transito e la sosta di navi nel mare italiano. Carta bianca al Viminale dunque che nel caso in cui ci sia il sospetto che una nave violi le norme sull’immigrazione o che favoreggi la clandestina immigrazione, potrà decidere di impedire anche il semplice passaggi del natante in acque italiane.

Rispetto al testo originario del decreto, qualcosa su questo punto è cambiato. È vero che il Ministro dell’Interno in pratica ha carta bianca, ma il provvedimento di blocco su una nave deve essere concordato col Ministero della Difesa e con quello delle Infrastrutture. Inizialmente questa doppia firma sembrava non essere necessaria.

Sempre in materia migratoria nascono le regole «anti Carola». La Rackete è il capitano della Sea Watch 3 che a luglio ha disatteso l’ordine di non attracco della nave olandese al porto di Lampedusa urtando una Motovedetta della Guardia di Finanza. Una vicenda che ha avuti strascichi giudiziari ed una eco oltre i confini italiani.

Con la nuova legge, anche il capitano della nave rischia pesanti sanzioni. Il comandante della nave, come lo era la Rackete sulla Sea Watch 3, rischia una multa da 150.000 e fino ad 1.000.000 di euro se vuole il divieto di ingresso, transito e attracco in acque ed in porti italiani. Oltre alla sanzione pecuniaria per il capitano scatterebbero gli arresti nei casi di violenza e resistenza a nave da guerra italiana, che sono i capi di accusa che la procura caricò alla Rackete stabilendone gli arresti domiciliari e che il Gip non ha confermato. La nave che ha violato i divieti invece verrebbe immediatamente sequestrata.

Un’altra novità riguarda la procura distrettuale le cui nuove norme gli danno competenza per tutte le indagini che riguardano il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le altre novità

Stanziamenti importanti per le forze dell’Ordine con 500.000 euro per il 2019, 1.000.000 di euro per il 2020 e 1.500.000 di euro per il 2021. Soldi destinati per operazioni di polizia sotto copertura per il contrasto al reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Vengono messi a disposizione 2.000.000 di euro che possono salire fino a 50 a copertura delle spese per il rimpatrio dei migranti irregolari.

Il decreto oltre all’immigrazione clandestina avrà grande impatto anche e soprattutto in materia di ordine pubblico. Vengono introdotte nuove norme e reati per chi adotta comportamenti contrari all’ordine pubblico durante manifestazioni ed eventi sportivi. Nasce il divieto, nel corso di manifestazioni in luogo pubblico, di utilizzare razzi, fuochi d’artificio, petardi e oggetti contundenti in genere (mazze, bastoni, pietre ecc..) .

Divieto di usare caschi, passamontagna, bandane e altri strumenti atti arrendersi irriconoscibili durante questi eventi e queste manifestazioni.
Vengono coniati alcuni tipi di reato che durante le manifestazioni pubbliche hanno la caratteristica dell’aggravante. Si va dalla violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, alla resistenza a pubblico ufficiale, dalla violenza ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario, alla devastazione e saccheggio.