Autore: B.A

Cartelle Esattoriali - Fisco

30
Lug 2020

Decreto agosto: cartelle e mutui ancora posticipati, ecco fino a quando

In vista del nuovo decreto di emergenza di agosto, si ipotizza un nuovo slittamento delle cartelle e delle rate de mutuo.

Ieri il Parlamento ha licenziato positivamente la richiesta del governo di un nuovo scostamento di bilancio da 25 miliardi. Si tratta dei soldi che secondo l’esecutivo, serviranno a finanziare le nuove misure legate all’emergenza Covid, nel nuovo decreto di emergenza, che si dovrebbe chiamare decreto agosto. Dopo il decreto Cura Italia e il decreto Rilancio, un nuovo provvedimento è in cantiere per contenere gli effetti negativi su famiglie, lavoratori e imprese, che la crisi del Coronavirus sta producendo.

Il decreto agosto sarà un contenitore di nuove misure emergenziali per persone o famiglie alle prese con cartelle esattoriali o rate del mutuo, potrebbe arrivare un’altra boccata di ossigeno, con l’ennesima proroga alle scadenze di questi pagamenti. Ecco cosa sta valutando di inserire nel decreto agosto il governo Conte, in base alle ultime indiscrezioni su un atto che presto dovrebbe essere presentato in Parlamento.

Stop a cartelle e mutui fino a novembre

Il decreto agosto potrebbe portare con se un altro rinvio delle scadenze relative a cartelle o rate del mutuo degli italiani. Un rinvio di ulteriori due mesi, con le scadenze che verrebbero posticipate a novembre.
I pagamenti delle tasse e le moratorie sui mutui oltre naturalmente alla completa cancellazione di eventuali sanzioni o interessi, dovrebbe essere quello che il governo produrrà nel decreto, con muti e cartelle relative alle tasse che slitterebbero a novembre.

Cartelle ferme per altri due mesi quindi, così come le rate dei mutui posticipate sempre di ulteriori 60 giorni. Evidentemente la crisi post Covid, parlando di quella economica naturalmente, è ancora nel pieno del suo sviluppo ed anche i fondi europei che come deciso in Consiglio, con il Recovery Fund non arriveranno prima del 2021, stanno spingendo il governo a varare l’ennesimo decreto emergenziale di questa terribile fase economica globale.

Il rinvio delle scadenze e quanto costerà alle casse dello Stato

Come dicevamo, il decreto di agosto sarà finanziato con i 25 miliardi di deficit autorizzati dal Parlamento ieri. Lo scostamento di bilancio servirà anche per far slittare di ulteriori due mesi tasse e mutui. Una operazione questa che eroderà dei 25 miliardi in dotazione, almeno 4 miliardi. Naturalmente l’ufficialità di tutto questo arriverà solo a decreto fatto, perché i provvedimenti devono ancora essere messi nero su bianco.

La proroga delle tasse effettivamente, anche se è data per certa, potrebbe subire un correttivo visto che anche in seno alla maggioranza del governo c’è chi propenderebbe verso uno slittamento fino a fine anno, cioè fino al 31 dicembre prossimo. Lo slittamento prevede anche lo stop delle notifiche delle nuove cartelle esattoriali, comprese quelle rateizzate, degli atti di riscossione e dei pignoramenti, primo passo delle procedure esecutive.

Il rinvio dovrebbe riguardare la generalità dei contribuenti, comprese le Partite Iva e anche gli Enti locali, anche se su questo occorrerà approfondire l’argomento da parte die tecnici, visto che le tasse sono una parte fondamentale degli introiti di questi Enti.