Autore: Luigi Crescentini

14
Mag 2020

Decreto Rilancio, maxi aiuto per ripartire: l’appello del premier Conte

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è rivolto a tutte le forze politiche affinché si possano apportare dei miglioramenti in Parlamento.

Dopo un lungo Consiglio dei ministri, durato per circa due ore, ieri sera il premier Conte, finalmente, si è pronunciato: approvato il decreto Rilancio, un decreto ormai divenuto ex decreto di aprile, mirato al sostegno di lavoratori, imprese e famiglie che si trovano attualmente in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus.

Un decreto abbastanza sostanzioso con i suoi 256 articoli e 464 pagine e uno stanziamento di 55 miliardi. Un testo molto complesso dietro ad un arduo lavoro per aiutare l’Italia a ripartire e a riprendersi da un economia in regressione.

Decreto Rilancio, 16 miliardi di euro a fondo perduto per le piccole imprese

Secondo quanto riportato dal quotidiano «Il Corriere della Sera», il presidente del Consiglio ha voluto lanciare un messaggio alle sponde politiche: "Spero che la maggioranza e l’opposizione possono apportare dei miglioramenti al nuovo testo in Parlamento". Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia e delle Finanze, definisce il decreto «imponente per risorse e indirizzi forti per sostenere famiglie, imprese e sanità».
Il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha detto: «E’ un mosaico che include tutto» che va a sostenere le imprese con 16 miliardi tra questi, i contributi a fondo perduto per le piccole imprese. Poi abbiamo anche il taglio dell’Irap, e il taglio di bollette e affitti.

Poi ci sono i 25,6 miliardi destinati agli ammortizzatori sociali. Oltre 3 miliardi di euro andranno al sistema sanitario per l’assunzione di circa 10 mila infermieri. E ancora finanziamenti su finanziamenti per università e ricercatori. L’ecobonus per le ristrutturazioni 100% «ecostostenibili» e per mobilitare anche il settore edilizio. Per quanto riguarda la cassa integrazione invece, Conte sottolinea che stanno provvedendo al più presto ad erogare gli ammortizzatori ancor più prontamente rispetto a come fatto finora: ha annunciato, inoltre, che per le future riaperture proporrà ai ministri di prendere in considerazione l’idea di un decreto legge che coinvolga maggiormente il Parlamento. «Ormai siamo usciti dalla fase più critica, questa è la soluzione migliore».

Decreto da 55 miliardi: un miliardo sarà destinato per regolarizzare i lavoratori stranieri

L’attesa è ormai finita, il decreto è pronto. Un decreto che stanzierà 4 miliardi solo per il settore del turismo, uno dei settori più colpiti dall’emergenza e di questi circa 2,4 miliardi andranno per il bonus vacanza. Poi i tanto attesi 25 miliardi investiti per aiutare i lavoratori, con la proroga di nove settimane della Cig e per il bonus di 600 euro destinato ai lavoratori autonomi, bonus che arriverà sistematicamente in automatico. Un miliardo e 150 milioni saranno destinati al sostegno della filiera agricola sulla sanatoria dei migranti irregolari ma su questo ci sono state anche delle divergenze politiche.

Sempre secondo quanto citato dal «Corriere della Sera», Italia Viva, rappresentato dalla ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, ha fortemente insistito per il via libera della regolarizzazione di 600 mila lavoratori stranieri tra cui braccianti agricoli, badanti e colf che risultano privi di permesso di soggiorno. Diversa, invece, è l’opinione di Matteo Salvini e Giorgia Meloni che la bocciano dicendo di «non pensare agli italiani».