Autore: G.M

Fisco

10
Mag

Dallo spesometro al risparmiometro: sanzioni per contribuenti che risparmiano troppo

Come per le Partite Iva anche i privati cittadini potrebbero dover giustificare tenori di vita non corrispondenti a redditi, patrimoni e risparmi.

In ottica antievasione dopo lo spesometro sta per arrivare il risparmiometro. È la prosecuzione naturale di quel sistema che permette di andare a scovare pratiche, cifre, soldi e evasione fiscale di tutti i contribuenti, dalle aziende ai privati cittadini. Grazie all’incrocio dei dati che riguardano conti correnti e tutti gli altri strumenti finanziari, nel caso di dati discordanti rispetto a quelli delle dichiarazioni dei redditi si parte con il controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate e con il passo finale che è la richiesta di pagamento al contribuente tramite cartella.

Come funziona il sistema

Il sistema passa sotto la lente di ingrandimento conti correnti, libretti di risparmio, carte di credito, carte prepagate, buoni fruttiferi, obbligazioni e così via. I dati finanziari di banche, poste o istituti di credito vengono incrociati con quelli che magari provengono dall’Inps in modo tale che per ogni singolo contribuente l’Agenzia delle Entrate risulti capace di verificare la congruità non solo delle dichiarazioni dei redditi, ma anche della consistenza patrimoniale di una famiglia rispetto ai guadagni dichiarati ed il tenore di vita. Sotto la lente di ingrandimento del fisco dunque, anche i risparmi che se non corrispondenti con gli altri dati dichiarati o registrati nelle banche dati, possono essere considerati di provenienza dubbia.

I controlli quando partono?

Una cosa ormai certa è che i controlli del fisco partono nel momento in cui tra redditi e incassi dichiarati e spese c’è una discordanza pari o superiore al 20%. Sia spesometro che risparmiometro si basano sul medesimo principio. Per il primo se si va a spendere troppo il fisco ti può venire a chiedere come fai a comprare cose che in base alle tue dichiarazioni dei redditi non potresti permetterti.

Con il risparmiometro invece, se si risparmia troppo, cioè se la giacenza media dei soldi sui conti e sui libretti di un contribuente sono troppi, il fisco può chiedere come si fanno a pagare le bollette, a pagare l’affitto o come si fa a comprare benzina al distributore. Il sistema è tarato in modo tale che in base alle discordanze venute fuori su ogni contribuente si potrà definire una presunta evasione fiscale con la conseguenza che nello stretto giro di poche settimane si passi alla contestazione ed alla successiva cartella di pagamento.

Naturalmente tra i vari passaggi che partono dalla analisi delle incongruenze e terminano con la cartella di pagamento, verrà concessa al contribuente la facoltà di difendersi, cioè le pezze giustificative del suo tenore di vita non consono a tutto il resto. In parole povere adesso anche i privati cittadini verranno trattati alla stregua dei professionisti, dei commercianti, degli artigiani e della partite Iva in genere che da anni fanno i conti con questo autentico “Grande Fratello del fisco”.