Autore: Pasquale De Marte

Governo

Crisi governo, il M5s si spacca? Il punto della situazione

Mandato esplorativo a Roberto Fico, ma il presidente della Camera potrebbe dover esplorare anche la situazione in seno al M5s.

Il mandato esplorativo a Roberto Fico è il primo step attraverso cui nei prossimi giorni si capirà se ci sono i margini per un Conte-ter. Una soluzione che, al momento, passa per una ricomposizione della maggioranza formata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Italia Viva.

Ma ai grillini piace l’idea di accettare un governo dove Matteo Renzi ed il suo partito hanno un ruolo determinante ai fini della stabilità? A quanto pare non a tutti e non mancano le ricostruzioni giornalistiche secondo cui il M5S si potrebbe spaccare davanti all’ipotesi di un governo figlio di una mediazione con chi, di fatto, ha aperto la crisi del governo giallorosso. Una previsione che, al momento, appare audace sulla base di quella che può essere l’analisi della situazione.

Governo: M5s pronto a lavorare per il Paese nelle intenzioni espresse da Crimi

Dopo le consultazioni con Sergio Mattarella il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi ha espresso disponibilità ad un confronto con «chi intende dare risposte concrete nell’interesse del paese». Parole a cui è stata aggiunta una decisa disponibilità a riprendere il lavoro con la maggioranza del Conte bis sulla base di "un patto di legislatura" e, soprattutto, con l’avvocato al timone.

Di Battista duro sulle azioni del suo M5s

Che non ci sia totale apertura verso la soluzione che preveda una ricomposizione con Italia Viva lo si evince da opinioni espresse a chiare lettere da figure di una certa rilevanza in ambiente grillino. Chi manifesta, infatti, disapprovazione verso la mano tesa verso Matteo Renzi è una personalità rilevante come Alessandro Di Battista. Un atto che ha definito «grande errore politico e direi storico».

Ha definito il senatore di Rignano «un accoltellatore professionista che, sentendosi addirittura più potente di prima, aumenterà il numero di coltellate». Il riferimento è a possibili nuovi veti che potrebbero arrivare, stando alle parole di Di Battista, nel prossimo futuro verso i programmi grillini. «Se il Movimento - ha chiosato - dovesse tornare alla linea precedente io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie».

La senatrice grillina Barbara Lezzi sul suo profilo Facebook ha proposto un articolo de La Stampa che, a caratteri cubitali, rivela la sua non disponibilità a votare l’eventuale fiducia da un governo destinato ad accogliere Renzi. “Il M5S - ha aggiunto nel post scritto a corredo - non può consentire che gli italiani siano ancora affidati a una persona così spregiudicata che, senza alcuno scrupolo, antepone, anche in questo difficile momento, i suoi interessi a quelli dei cittadini”.

Governo: la frattura nel M5s esiste? Come stanno le cose

Tra i compiti che si riconoscono nelle analisi politiche a Roberto Fico, oltre a quello di valutare i margini per la creazione di una maggioranza, c’è anche quello di determinare lo status delle cose all’interno del Movimento 5 Stelle. Un ambiente che conosce bene. E, al di là dei connotati ideologici di una presunta ala rigorista nei confronti della poca voglia di avere nuovamente a che fare con Italia Viva, c’è volontà di conoscere in quanti parlamentari potrebbe tradursi un eventuale chiusura totale.

C’è chi parla di dieci rappresentanti tra le due camere, chi di tre o quattro senatori. Al momento gli strappi interni al Movimento 5 Stelle, qualora ci fossero, non sembrerebbero comunque idonei a immaginare che possa scatenarsi un terremoto politico. Che, però, possa esserci necessità di un confronto interno e di chiarimenti è abbastanza lapalissiano.

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