Autore: Giacomo Mazzarella

Elezioni - Governo

9
Ago

Crisi di governo: ore decisive, ad ottobre si vota? Ecco cosa potrebbe accadere

Il governo Conte sembra essere arrivato al capolinea con la Lega che chiede nuove elezioni

Sulla linea dell’alta velocità Torino-Lione, sulla celeberrima Tav si è inceppato il governo Conte. In Senato la votazione sulle mozioni presentate dai gruppi parlamentari relative alla Tav hanno aperto la crisi di governo.

Una crisi vera con la Lega che con nota ufficiale ha di fatto messi la parola fine all’esecutivo Conte, il governo giallo-verde da 14 mesi in carica. Una mozione del Movimento 5 Stelle, contraria all’opera e bocciata dal Senato ha di fatto messo la parola fine al governo.

La maggioranza si è divisa sulla Tav visto che mentre veniva respinta la mozione grillina, a Palazzo Madama avevano disco verde altre 4 mozioni provenienti dalla Bonino e dal suo + Europa, da Fratelli d’Italia, da Forza Italia e pure da PD. «Non c’è più una maggioranza», questo il contenuto di una nota della Lega rafforzata dalle dichiarazioni del Vice Premier Matteo Salvini.

La posizione della Lega

Ieri dopo l’uscita della Lega che ha aperto la crisi in seno all’esecutivo, si sono avuti diversi incontri tra le più alte cariche istituzionali. Salvini ha visto anche il Presidente del Consiglio Conte. La Lega ha ufficialmente chiesto di andare in Parlamento per sciogliere questa esperienza di governo. «Basta con un governo dei No, l’Italia ha necessità di un esecutivo che faccia», più chiaro di così Salvini non poteva essere.

Conscio del fatto che i sondaggi lo fanno favorito come nuovo Presidente del Consiglio Salvini chiede di tornare alle urne. Il Premier Conte ha detto che adesso il Ministro dell’Interno deve venire in Parlamento a spiegare i motivi della crisi. La situazione è abbastanza definita perché allo stato attuale delle cose ricucire lo strappo stavolta appare esercizio azzardato.

Quando le nuove elezioni

Il Presidente Conte, almeno per quello che si è capito ieri, sarebbe intenzionato a presentarsi alle Camere per chiedere la fiducia. Nessuna novità, un passaggio classico durante le crisi di governo. Se il Parlamento boccia il governo Conte si passa allo scioglimento delle Camere. Per il voto di fiducia al governo dovrebbero venire richiamati in servizio i parlamentari oggi in vacanza.

Una ipotesi dice che le conferenze dei capigruppo, anche in questo caso passaggio canonico e consueto in tempi di crisi di governo, potrebbero essere convocate per lunedì prossimo. Con una bocciatura del governo (abbastanza probabile ad oggi), le Camere verrebbero sciolte e il Presidente Mattarella darebbe il via alle consultazioni. Verrebbero chiamate al Colle, tutte le delegazioni dei vari partiti presenti in Parlamento.

Si valuterebbe così la possibilità di proseguire la legislatura con un rimpasto di governo, cosa già dichiarata impossibile dalla Lega. Sarebbero delle consultazioni brevi quelle del Colle, perché oramai è prossima la data di inizio lavori della nuova manovra finanziaria. Proprio la legge di Bilancio rischia di accavallarsi a potenziali nuove elezioni. Ieri trapelava la voce di possibile giorno elettorale per il 13 ottobre.

Tra voto di fiducia, eventuale scioglimento delle Camere e consultazioni, oltre naturalmente a garantire i 30 giorni di campagna elettorale, appare più plausibile che sia il 20 o il 27 ottobre la data utile per le ipotetiche ma probabili nuove elezioni politiche.