Autore: Giacomo Mazzarella

Governo

Crisi di governo: fiducia ok, ma sono solo 156 e due arrivano last minute

Caos in Senato, serve la var per fare arrivare a 156 la maggioranza.

Ieri sera dopo la conta in Senato che ha prodotto la fiducia al governo Conte, sia pure con maggioranza risicata e senza arrivare a 161 senatori che significa maggioranza assoluta, i talk show sono scoppiati di ospiti, tra rappresentanti della maggioranza, rappresentanti delle opposizioni e direttori o editori delle maggiori testate giornalistiche italiane.

Stati d’animo e commenti in perfetto stile post elezioni. Il governo ha vinto, il governo ha perso, il governo ha la fiducia, il governo non ha la maggioranza. I commenti in base alle preferenze di chi li proliferava sono stati diversi. Per questo facciamo un riassunto chiarificatrice di ciò che è successo e che scenari ci sono adesso.

Il voto al Senato con tensione last minute

La fiducia al governo il Senato alla fine l’ha data, ma su questo c’erano pochi dubbi, anche se a sentire chi tiene per il governo Conte sembra si sia vinta la Champions League. Sono 156 i voti favorevoli alla maggioranza , alla fiducia per il governo Conte. I no sono stati 140 e gli astenuti (i renziani) 16.

Senza giri di parole, su 312 senatori, la fiducia al governo l’hanno data solo la metà, cioè 156. E tra astenuti e contrari, paradossalmente il conto è pure 156. Conte si è salvato , «più lo mandi giù più si tira su» è il titolo della prima pagina del «Fatto Quotidiano» , giornale notoriamente filo governo. Ma è davvero un successo per Conte?

L’operatività del governo sarà ingessata

Nei 156 pro governo, ieri a sorpresa sono comparsi Rosaria Rossi e Andrea Causin, entrambi di Forza Italia. Transfughi, responsabili, voltagabbana, costruttori, in base a come li si voglia chiamare. E poi 3 senatori a vita. Non certo una sicurezza in quanto a stabilità nelle votazione (i senatori a vita spesso non vanno in Parlamento per l’ordinaria Amministrazione).

Si, perché il Senato come pure la Camera, vota, da il via libera ai provvedimenti che la maggioranza emana. Come si farà ad andare avanti così è complicato. Per esempio, oggi si vota lo scostamento di bilancio. Senza i voti delle opposizioni , Renzi compreso, la maggioranza da sola avrebbe difficoltà ad approvare il provvedimento (le opposizioni però hanno già detto di votare a favore).

E se si considera che in molte commissioni parlamentari, organismi essenziali per approvare e varare provvedimenti, senza i renziani, la maggioranza è sotto numericamente alle opposizioni, il rischio concreto è che l’operato del governo sia ingessato.

Il rischio adesso è che ogni giorno ci sia la caccia a nuovi responsabili, la caccia al voto. Come è successo ieri sera, quando il Presidente del Senato, Casellari ha sospeso il risultato in attesa di verificare i video per capire se due parlamentari, i sentori Ciampolillo e Nencini avevano votato in tempo.