Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Crisi di governo: ecco cosa potrebbe fare Conte dopo la rottura di Renzi

Italia Viva è ufficialmente uscita dal governo e si apre la crisi. Ma il Premier adesso cosa farà?

Ieri si è consumata una pagina importante della vita del governo Conte bis. Il leader di Italia Viva ed ex Premier, Matteo Renzi, in conferenza stampa ha ufficializzato l’apertura della crisi di governo con il suo partito fuori dall’esecutivo, con due ministre e un sottosegretario dimissionari (Bellanova Bonetti e Scalfarotto) e con una serie di stilettate al Presidente Conte che sembrano allontanare qualsiasi ipotesi di passi indietro o retromarce.

Ieri sera ennesimo Consiglio dei Ministri finito a notte fonda, il primo senza i rappresentanti di Italia Viva. Probabilmente si è discusso di cosa fare adesso che al Premier, soprattutto in Senato, verranno a mancare voti forse decisivi come lo erano quelli dei senatori renziani.

Ma adesso cosa farà il Premier Conte, si dimetterà e rimetterà il mandato al Capo dello Stato Mattarella o vedrà di recuperare voti in Parlamento, cercando i cosiddetti responsabili? Il tutto in un momento di grave situazione sanitaria ed economica di tutto il Paese.

Conte non si dimette

Una cosa che sembra non si verificherà nell’immediato sono le dimissioni del Presidente Conte. Vuoi per senso istituzionale, perché ci sono da portare avanti il decreto ristori 5, la correzione delle legge di Bilancio e soprattutto l’approntare il piano per spendere i soldi del Recovery fund. Oppure perché da “avvocato del popolo”, da primo attore assoluto della vita degli italiani, tra conferenze stampe e Dpcm, potrebbe uscire dalla vita politica non essendo stato eletto e non essendo ufficialmente, un uomo di partito.

Fatto sta che l’idea del Premier non sembra essere quella delle immediate dimissioni, dal momento che dopo lo strappo con Matteo Renzi di ieri sera, se dimissioni dovevano essere, sarebbero dovute arrivare già ieri, con Conte a rimettere il mandato a Mattarella salendo al Colle.

L’ipotesi più attendibile è quella della conta in Parlamento, cioè come si dice in politichese, parlamentare la crisi. Come si fa? Chiedendo un voto di fiducia, contandosi al fine di verificare se al posto dei senatori e dei deputati di Italia Viva, ci siano i responsabili.

Su questo Conte ha detto di non cercare un voto di qua ed uno di la, cioè di non cercare di trovare qualche singolo parlamentare che faccia da stampella e probabilmente nemmeno il Presidente della Repubblica Mattarella lo vuole.

Fatto sta che appare chiara l’idea di Conte che è quella di trattare Matteo Renzi come fece con Matteo Salvini dopo la crisi dell’agosto 2019, con la fine del primo suo governo. Andare in Parlamento e portare nelle aule istituzionali lo scontro, in modo tale da far passare l’avversario come l’irresponsabile di turno.

Voto inevitabile o no?

Una cosa che appare chiara a tutti è che andare a votare non è una cosa semplice in pandemia. È anche vero però che da altre parti del Mondo si è votato e si voterà anche in questa terribile fase pandemica. Tra l’altro Sabino Cassese, Presidente emerito della Corte Costituzionale ha confermato ieri sera che anche senza un governo in carica, l’ordinaria amministrazione può andare avanti senza problemi.

Allora le elezioni potrebbero arrivare davvero? Il fatto che molti le considerino lontane è anche perché la stragrande maggioranza dei parlamentari che oggi siedono tra Montecitorio e Palazzo Madama, non verranno rieletti. Infatti il popolo con l’ultimo referendum ha confermato il taglio dei parlamentari. Difficile immaginare che ci siano parlamentari che oggi sarebbero disposti a lasciare lo scranno dove siedono per mettere in gioco tutto.

Tra l’altro, questo esecutivo (il Conte Bis) è nato (nessuno lo nasconde e pure Renzi lo ha detto, lui che è stato probabilmente artefice di questo governo) contro Salvini e il centrodestra, per non far governare loro che i sondaggi davano nettamente in vantaggio. Ed il centrodestra continua ad essere dato vincitore alle elezioni, come lo era dopo il Paapete, anche se con Fratelli d’Italia più vicino alla Lega come numeri rispetto all’estate 2019. Un vero guazzabugli questo che si va delineando, una crisi che sembra non facile da sbrogliare.