Crisi di governo: cosa accade adesso. Renzi la certifica, ma Conte può andare avanti senza Iv?

Ieri si è aperta la crisi di governo con Italia Viva che non vota il Recovery. Cosa accade adesso?

Ieri probabilmente è arrivato al capolinea il governo Conte Bis. Si ripete più o meno quello che accadde nell’agosto di due anni fa, quando fu Salvini a mandare per aria il primo governo Conte. Stavolta è un altro Matteo, cioè Renzi a minare l’esecutivo. E se all’epoca di Salvini si parlò di irresponsabilità del leader leghista perché si fece una crisi in prossimità del varo di una legge di Bilancio, figuriamoci adesso che siamo in piena pandemia.

Ed è sulla irresponsabilità di Renzi e dei suoi che Conte e la maggioranza di governo rimasta con il Premier, probabilmente spingeranno oggi nelle dichiarazioni che seguiranno la conferenza stampa di Matteo Renzi in cui sembra, darà i natali ufficiali alla crisi ritirando i suoi Ministri dal governo.

Ma cosa potrebbe accadere adesso con la fuoriuscita dal governo di Italia Viva, che specie al Senato sembra avere numeri importanti e tali da minare l’eventuale proseguo dell’esperienza del Conte Bis? Ecco gli scenari futuri per come li vede un interessante approfondimento del quotidiano “Il Corriere della Sera”.

Crisi di governo, oggi l’ufficialità

Nel Cdm di ieri, finito oltre la mezzanotte, si è materializzato l’ultimo atto di quello che a tutti gli effetti è uno scontro tra Italia Viva ed il resto dell’esecutivo. Per come si evince dalle indiscrezioni del Corriere, sembra che Italia Viva ha chiesto di inserire nel piano sul Recovery Fund i soldi del Mes per la sanità, una attivazione del Meccanismo che è particolarmente invisa ai grillini. Italia Viva per voce del Ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova ha annunciato l’astensione del suo gruppo alla votazione sul Recovery.

Gli altri Ministri, da Gualtieri a Boccia e Provenzano pare siano arrivati a zittire il Ministro Bellanova, che a sua volta ha inveito contro Gualtieri definendolo il padrone del Recovery. Clima acceso quindi, con il premier Conte e pure con il Ministro Speranza che hanno parlato di beghe politiche che strumentalizzano la pandemia.

Conte contro Renzi

Che il Mes sia una proposta irricevibile è stato confermato ieri su larga scala dal Movimento 5 Stelle e le speranze di un passo indietro da parte dei renziani, di cui probabilmente il premier sperava ieri quando entrò nel Cdm, sono andate subito per aria. “Se Renzi non rompe si può ragionare”, questa la speranza di Conte ma la speranza non si è tramutata in realtà.

“Annunciare una crisi al buio in piena pandemia è un fatto molto grave e io non posso far finta di nulla, gli italiani devono sapere di chi è la responsabilità”, questo ciò che Conte ha continuato a ribadire in una notte che probabilmente ha messo la parola fine al suo secondo governo.

Senza Italia Viva cosa accade adesso?

Dall’altro partito che regge la maggioranza fanno sapere che senza un nuovo governo Conte non restano che le urne. “È un suicidio, se bruci la strada del Conte ter e non hai i Responsabili, finisce che vai a casa”, così il Pd che però sembra si aperto ancora a trattare con i renziani o con i cosiddetti responsabili.

Su Renzi per esempio, il Corriere sostiene che da parte dei Dem c’è anche una apertura. “Se Renzi si ferma e vota il Dpcm, la proroga dello stato di emergenza e lo scostamento di bilancio, allora un rimpastino si può fare”, così sembra abbiano annunciato alcuni esponenti del Pd circa l’eventualità di riaprire una trattativa.

In quella che a tutti gli effetti pare una partita a scacchi, c’è la possibilità che Conte si arrocchi perché il Centrodestra all’opposizione, con l’aggiunta di Italia Viva (non in alleanza ma semplicemente all’opposizione), non avrebbe comunque la maggioranza assoluta. Sarebbero otto voti in meno della maggioranza assoluta, ma secondo i ben informati Conte vuole portare la crisi in Parlamento, come fece con Salvini.